La crisi internazionale legata alle tensioni tra Iran e Stati Uniti continua ad avere forti ripercussioni anche sugli italiani presenti nella regione del Golfo. Secondo quanto dichiarato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, sono circa 25mila i cittadini italiani rientrati dal Medio Oriente negli ultimi giorni.
Il capo della diplomazia italiana ha spiegato che solo tra sabato e domenica altri cinquemila connazionali hanno lasciato l’area, grazie al lavoro coordinato della rete diplomatica e consolare italiana. I rientri hanno riguardato diversi Paesi della regione e non solo.
“Non soltanto Emirati, non soltanto Arabia Saudita, non soltanto Oman – ha spiegato Tajani – ma anche Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia e Sri Lanka. C’è quindi un incremento delle uscite”.
In particolare, da Israele sono partiti due convogli organizzati, uno da Gerusalemme e uno da Tel Aviv, per consentire ai cittadini italiani di lasciare il Paese in sicurezza.
Secondo il ministro degli Esteri, la situazione complessiva appare oggi leggermente meno tesa rispetto ai giorni precedenti. “La tensione si è molto alleggerita – ha aggiunto Tajani – e stanno arrivando anche meno richieste alle nostre ambasciate, ai nostri consolati e alla task force Golfo”.
Resta comunque ancora significativa la presenza di italiani nelle Maldive, mentre proseguono le attività di assistenza da parte della rete diplomatica della Farnesina. Tajani ha inoltre voluto ringraziare il personale del ministero degli Esteri per il lavoro svolto nelle operazioni di supporto e rientro dei connazionali.
Caos nei cieli del Golfo: oltre 20mila voli cancellati
Parallelamente, il conflitto ha provocato pesanti conseguenze sul traffico aereo internazionale. Secondo diverse stime, oltre 20mila voli sono stati cancellati in una sola settimana, lasciando a terra circa 2,3 milioni di passeggeri e causando perdite per quasi 2 miliardi di euro alle compagnie aeree.
La paralisi ha colpito in particolare gli hub strategici del Golfo, a partire dall’aeroporto di Dubai, con ripercussioni che si stanno estendendo anche a Qatar, Bahrein e Kuwait.
Anche la compagnia italiana ITA Airways ha deciso di sospendere temporaneamente i collegamenti con l’area fino a quando la situazione non tornerà alla normalità.
Turismo e viaggi: rischio calo dei flussi verso l’Italia
Le conseguenze potrebbero farsi sentire anche sul turismo. Secondo le stime di Confesercenti, lo stop agli hub emiratini potrebbe determinare un calo dei flussi turistici verso l’Italia nei prossimi due mesi, con perdite potenziali fino a 1 miliardo di euro.
Inoltre, le cancellazioni di pacchetti turistici da parte dei viaggiatori italiani potrebbero generare un ulteriore impatto economico stimato fino a 1,5 miliardi di euro.
Attualmente si calcola che circa 40mila italiani siano rimasti coinvolti nella cancellazione dei voli, una situazione che rischia di pesare anche sulle prossime festività pasquali.
Diritti dei viaggiatori: cosa prevede la normativa
Sul fronte delle tutele per i passeggeri, l’associazione di categoria Assoviaggi ricorda che uno scenario bellico rientra tra le “circostanze inevitabili e straordinarie”. In questi casi il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico senza penali quando l’evento influisce sull’esecuzione del viaggio.
Per chi deve rientrare, però, esiste una differenza importante: i passeggeri che viaggiano con compagnie dell’Unione Europea sono protetti dal Regolamento europeo 261, che prevede assistenza, riprotezione e eventuale sistemazione alberghiera.
Diversa la situazione per chi vola con compagnie extra-UE, dove si applica la Convenzione di Montreal, che consente il risarcimento per eventuali disservizi ma non impone obblighi di assistenza immediata ai passeggeri.
Nel caso di pacchetti turistici acquistati tramite tour operator, resta comunque garantito il rimborso delle spese di alloggio fino a tre notti per viaggiatore.






























