La Chiesa italiana manifesta pieno sostegno a Giorgio Napolitano: gli esprime ‘vicinanza’ persino ‘con la preghiera’, sentendo ‘il peso della responsabilita” che il presidente assume sulle sue spalle con un mandato-bis nato dalle ceneri della politica, e lodandone ‘l’esemplare disponibilita” a continuare a ‘servire il bene comune’. Sono parole di forte solidarieta’ e apprezzamento quelle che la Presidenza della Cei rivolge a Napolitano in un messaggio di ‘felicitazioni’ inviato in tempo reale allo scattare del quorum della rielezione, a spoglio ancora in corso. Ma anche il Vaticano, con un articolo dell’Osservatore Romano sull’accordo per la rielezione, vede in Napolitano ‘la vera risorsa della Repubblica, quella necessaria per tirare fuori l’Italia da una crisi politica e istituzionale senza precedenti che ora dopo ora si stava complicando’. ‘Il nodo che e’ apparso a un tratto quasi irrisolvibile sembra dunque finalmente sciolto soltanto grazie alla disponibilita’ di Napolitano, il quale ha accettato di tornare sulla sua decisione di non ricandidarsi dopo la richiesta quasi unanime delle forze politiche’, sottolinea il quotidiano della Santa Sede. A loro volta i vescovi, col messaggio della Presidenza Cei fanno sentire a Napolitano ‘vicinanza e partecipazione’. ‘Avvertiamo il peso della responsabilita’ che l’incarico conferitole porta con se’, specialmente in quest’ora della storia – vi si legge -. Sono, infatti, molteplici gli elementi che sembrano oggi indebolire il riconoscimento del senso della comune appartenenza’. I vescovi si soffermano sulla crisi economica, sociale e politica, sui disagi delle famiglie, sulla ‘stanchezza’ e la ‘disillusione’ della gente: richiamano pero’ al ‘rispetto della democrazia’ e alla ‘fedelta’ ai principi della Costituzione’. ‘Il nostro cordiale augurio – scrive il vertice Cei – e’ che, sotto la sua rinnovata presidenza, il Paese possa crescere nell’autentico progresso, in una stagione di effettiva e corale disponibilita’, avendo come supremo obiettivo quello di servire il bene comune’.
Con la rielezione di Napolitano, con cui i rapporti in questo settennato sono stati ottimi, la Chiesa tira anche un sospiro di sollievo rispetto ad altre candidature emerse in questi giorni. Stamane il direttore di Avvenire Marco Tarquinio tuonava contro Stefano Rodota’, stigmatizzandone la connotazione ‘laicista’ e definendo ‘ridicola’ l’idea di presentarlo come personalita’ ‘super partes’ e di ‘garanzia’. Napolitano, invece, ha detto Tarquinio alla Radio Vaticana, era ‘l’unica soluzione per uscire dal pantano in cui siamo finiti’. ‘Mi auguro – ha aggiunto – che ora si creino le premesse per un governo di larghissima intesa’. Sempre il direttore di Avvenire, con un editoriale, si e’ fatto interprete oggi dell’ira dei vescovi per lo stallo della politica e per lo spettacolo dato in questi giorni dai ‘grandi elettori’, tra ‘franchi tiratori e congiure ribaltonesche di palazzo’: ‘tutto il peggio dei riti e dei passaggi parlamentari della Prima e della Seconda Repubblica’, ha annotato Tarquinio, rilevando che ‘il danno alle istituzioni e’ assai grave’.
E’ stato invece l’arcivescovo Giancarlo Bregantini, capo della Commissione Cei per i Problemi sociali e il Lavoro, ad auspicare alla Radio Vaticana, a proposito di Napolitano, che ‘questa grande figura – che il Signore gli dia veramente salute, forza – possa prendere in mano le situazioni, per consapevolizzare in maniera adeguata il mondo politico per una scelta di vera dignita’ e di grande responsabilita”. E dire che sette anni fa, all’elezione del presidente ex-comunista, non e’ che il mondo cattolico avesse fatto salti di gioia. ‘Che ascolti l’anima del Paese’, gli augurava Avvenire con riferimento al ‘dato religioso costitutivo della cultura italiana’, per diventare ‘punto di riferimento per tutti’. Un augurio che oggi fa addirittura di Napolitano una sorta di ultima risorsa per la Nazione.
































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