Venezuela, Guaidò denuncia: “Congresso ‘imbavagliato’, ma non ci fermeremo”. Oggi Merlo arriva a Caracas

Sempre più drammatica la situazione in Venezuela, il dittatore Maduro ogni giorno fa a pezzi libertà e democrazia nel Paese sudamericano. Il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo oggi a Caracas, annuncerà novità importanti per i connazionali residenti in Venezuela

Juan Guaidò

Venezuela, caos senza fine. L’Assemblea costituente del Paese sudamericano ha revocato l’immunità a cinque altri deputati dell’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione, portando così a 14 i parlamentari che saranno processati per ribellione.

La Corte suprema, sospettata di essere agli ordini del presidente Nicolas Maduro, accusa i deputati di aver appoggiato l’appello alla sollevazione militare del leader dell’opposizione, Juan Guaidò. Tre dei 14 deputati si sono rifugiati in residenze diplomatiche e uno è fuggito in Colombia.

In particolare, l’ambasciata messicana in Venezuela ha accolto nella sua sede il deputato di opposizione, Franco Manuel Casella. In una nota del ministero degli Esteri messicano viene ribadito “l’impegno a rispettare, proteggere e promuovere i diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dalla loro affinità politica”. Il governo messicano ha confermato comunque la posizione di non intervento e la sua “apertura al dialogo e l’impegno a collaborare per trovare una soluzione democratica e pacifica”.

Altri due deputati privati dell’immunità parlamentare si sono rifugiati nella residenza dell’ambasciatore italiano a Caracas.

Proprio nella capitale del Venezuela arriverà oggi il Sottosegretario agli Esteri del governo italiano, Sen. Ricardo Merlo, che domani e dopodomani parteciperà al vertice del gruppo di Contatto per la crisi in Venezuela e, tra le altre cose, incontrerà i principali esponenti della comunità italiana ivi residente. Avrà incontri anche nell’Ambasciata d’Italia e secondo quanto apprende ItaliaChiamaItalia annuncerà in quell’occasione novità importantissime per i connazionali in Venezuela.

Nel frattempo il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidò, ha accusato il governo di tentare di “imbavagliare” il Congresso dopo che le forze di sicurezza hanno impedito ai deputati dell’opposizione di entrare all’Assemblea nazionale, promettendo che le attività del Parlamento tuttavia proseguiranno.

I deputati hanno fatto sapere che la Guardia nazionale, che fornisce sicurezza all’edificio, assieme ad agenti di polizia e dell’intelligence Sebin, hanno bloccato l’accesso all’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione.

“Agenti del Sebin, usando la scusa che ci sia una bomba negli edifici, hanno preso il palazzo federale. Siamo circondati da agenti dell’intelligence”, ha detto ad AFP la deputata Manuela Bolivar. Guaidò, autoproclamato presidente ad interim in opposizione al presidente Nicolas Maduro, ha accusato le forze di sicurezza di aver usato “la forza bruta”, aggiungendo che il Congresso è stato “occupato militarmente”.

Guaidò ha assicurato che le azioni delle forze di sicurezza non impediranno ai deputati di fare il proprio lavoro: “Domani saremo di nuovo in sessione, riconvocheremo e faremo decidere al governo se vuole continuare con un tipo di harakiri politico”.

“Che sia in una piazza, negli edifici annessi, sotto un ponte, l’Assemblea siederà e ci sarà una sessione”, ha aggiunto il deputato Luis Stefanelli.

Intanto gli Stati Uniti denunciano al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) un aumento della pressione esercitata dal governo venezuelano di Nicolas Maduro nei confronti delle opposizioni, invitando la comunita’ internazionale ad “adottare misure concrete” verso Caracas. In particolare, fa sapere la rappresentanza statunitense dando conto dell’incontro a porte chiuse tenuto martedi’, si getta l’allarme sull’arresto di Edgar Zambrano, primo vicepresidente dell’Assemblea nazionale (An), il parlamento controllato dalle opposizioni ma le cui funzioni non vengono da tempo riconosciute dal governo. Il timore di Washington, si legge nella nota, e’ che sia il primo passo di una escalation nei confronti “dell’unica istituzione democratica rimasta in Venezuela”. Gli Stati Uniti, prosegue la nota, “lanciano un appello a tutti gli stati membri per prepararsi ad adottare sanzioni concrete in risposta alla repressione che il regime di Maduro porta avanti in Venezuela”.