VENEZIA | Torni dall’estero per votare? Puoi “entrare” senza pagare

Gli iscritti all'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) del Comune di Venezia non dovranno versare il contributo di accesso se torneranno in città per esercitare il diritto di voto

Torni per votare? Non dovrai pagare per farlo. Gli iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) del Comune di Venezia non dovranno versare il contributo di accesso se torneranno in città per esercitare il diritto di voto. Lo assicura il sottosegretario di Stato per l’Interno, Ivan Scalfarotto, rispondendo ad una interrogazione delle senatrici di Italia viva Daniela Sbrollini e Laura Garavini (quest’ultima, peraltro, eletta nella circoscrizione estera ‘Europa’ in quanto residente a Berlino).

Nella loro interrogazione le due senatrici paventavano il rischio che i veneziani residenti all’estero e iscritti all’Aire si trovassero a dover pagare il contributo di accesso, che sarà istituito nel 2022 a Venezia, nel caso in cui si trovassero a voler votare in presenza, possibilità prevista dalla normativa. Gli iscritti all’Aire del Comune di Venezia sono oltre 17.000, evidenziano Sbrollini e Garavini, e chiaramente la Costituzione chiarisce che “il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Il regolamento per l’istituzione e la disciplina del contributo di accesso a Venezia, elaborato e approvato dal Comune, prevede “un numero significativo di fattispecie esenti dal pagamento”, replica Scalfarotto.

Tra queste non compaiono gli iscritti all’Aire che volessero votare, ma chi è “convocato per ragioni di giustizia o altre di pubblico interesse presso uffici pubblici o giudiziari siti nella città antica e nelle altre isole minori della laguna”. Basterà una “interpretazione estensiva” di questo caso, per includere “la fattispecie del cittadino italiano iscritto all’Aire nel Comune di Venezia che intenda esercitare il diritto di voto”, come suggerito dalla stessa amministrazione comunale, spiega il sottosegretario.

“Il Comune ha espresso la propria disponibilità a fornire un’interpretazione autentica delle norme che riguardano le cause di esenzione dal pagamento del contributo di sbarco al fine di chiarire che il cittadino iscritto all’Aire che intende esercitare il proprio diritto al voto non è tenuto al versamento del contributo di accesso alla città antica”, conclude Scalfarotto nella risposta scritta fornita alle senatrici e visionata dalla ‘Dire’.