Ungheria, scacco ai socialisti: svelate trame contro Orban

In Ungheria il premier Viktor Orban da’ scacco ai socialisti. Il governo conservatore ha sciolto il segreto su un dossier riservato, per svelare che nel 2008, quando erano al governo, i socialisti avrebbero chiesto un aiuto alla criminalita’ organizzata per cercare di scongiurare che il partito Fidesz di Orban andasse al governo. Avrebbero inoltre interpellato i servizi segreti, per tentare di compromettere l’immagine dell’allora opposizione di destra. Accuse che pero’ gli esponenti politici oggi all’opposizione rigettano, sostenendo che il materiale sia stato in realta’ manomesso dalla destra e prendendo comunque le distanze dall’allora classe dirigente, ormai fuori gioco.

Le presunte manovre emergono da documenti finora coperti dal segreto di stato e pubblicati adesso su disposizione della Commissione parlamentare sulla sicurezza nazionale. ‘E’ lo scandalo del secolo’, secondo il portavoce del partito Fidesz di Orban. Il materiale su cui e’ stata fatta luce consiste nella trascrizione di alcune intercettazioni del 2008, fra il direttore generale dell’Agenzia di sicurezza nazionale (Nbh), Sandor Laborc, e uno dei capi della criminalita’ organizzata, Tamas Portik, ora indagato. I due si sarebbero incontrati due volte su iniziativa di Portik, che aveva offerto collaborazione per screditare alcuni dirigenti della destra che lui temeva potessero arrivare al governo. Si parlava di scattare fotografie compromettenti in un bordello gestito da Portik, o di fare emergere le tangenti consegnate agli esponenti della destra, ma anche a poliziotti e giudici della loro area politica. E Laborc non avrebbe rifiutato questo tipo di aiuto.

I documenti, pubblicati a un anno dalle elezioni da parte del ministero dell’Interno, hanno provocato costernazione generale. Il premier Orban ha detto di seguire attentamente il caso, definendolo ‘una questione morale’ e parlando di ‘metodi inaccettabili’. E ‘l’immoralita” dei socialisti sara’ prevedibilmente un tema trainante della campagna elettorale Fidesz per il voto del 2014.

I dirigenti socialisti attuali tentano di dissociarsi: nel 2008, sostengono, il premier era Ferenc Gyurcsany, che ormai non fa piu’ parte del partito. E secondo loro le trascrizioni sarebbero state manipolate dai servizi segreti, attualmente in mano alla destra. E se anche fosse vero, dicono, l’ex direttore dei servizi avrebbe agito ‘di propria iniziativa’. Condanne sono arrivate anche dai centristi e dai verdi, che rivendicano un’inchiesta parlamentare nella commissione di sicurezza. Intanto, i protagonisti sono da tempo fuori del gioco: Laborc, destituito nel 2009 dal governo tecnico di Gordon Bajnai e sotto inchiesta per un altro affare, mentre Portik e’ stato arrestato e indagato dalla procura l’anno scorso per un presunto coinvolgimento in omicidi di stampo mafioso.