Tav, Paragone (M5S): “Salvini vuole andare con Berlusconi? Tanti auguri”

“Ma Salvini è un tattico intelligente e sa che una campagna elettorale con quella compagnia di giro non lo ringiovanisce, stare col Movimento invece gli fa bene”

Gianluigi Paragone, Senatore del M5S, sugli incontri del Sottosegretario Giorgetti e la questione Tav, parlando a Radio Cusano Campus ha detto: “Giorgetti è andato a Londra con Siniscalco, vicepresidente della banca d’affari Morgan Stanley. Poi ha incontrato Grilli, ex ministro dell’economia, oggi altissimo dirigente di una importante banca d’affari. Io, anche da giornalista, ho riflettuto sui motivi di questi incontri. Puoi anche dialogare con il sistema, ma la domanda di fondo è: chi tiene il coltello dalla parte del manico? Se la leva del potere ce le hanno le elite finanziarie allora non chiamiamolo governo del cambiamento”.

“Tav non è soltanto una grande opera, ma è la didascalia di una costruzione mainstream: un’opera che si fa perché arrivano tanti soldi dall’Europa, perché c’è una volontà superiore che impone la sua definizione. Il problema è anche l’informazione. La gente pensa che Tav sia un normale alta-velocità, non è un treno alta-velocità ma alta capacità, non porta passeggeri, non sa che il famoso corridoio europeo Lisbona-Kiev non è più quello che era stato pensato. Si è parlato di no tav circoscrivendolo ai tafferugli, nessuno ha voluto parlarne descrivendo le ragioni dei no-tav. Il popolo della Val di Susa non è fatto tutto di anarchici e ribelli dei centri sociali, è fatto soprattutto da gente per bene. Lì c’è già un’infrastruttura che è la Torino-Modane, basterebbe soltanto aggiornarla e modificare un pezzo di percorso per completare il corridoio. Ma se tutti i dati ci dicono che viene meno il volume totale di merci da far transitare, a che serve un treno alta-capacità? Tutti i modelli realmente moderni di infrastruttura non parlano più di velocità nel transito delle merci, ma di velocità nell’organizzazione delle merci”.

Giorgetti dice: quelli del M5S sembrano la Lega del 94 quando ha fatto cadere il governo Berlusconi. “Giorgetti rappresenta il partito più anziano in Parlamento. Si fa carico di rappresentare una serie di poteri. Napolitano scelse proprio Giorgetti come uno dei suoi saggi, nel periodo in cui noi contestavamo l’operato di Napolitano. Mattarella parla per conto degli Usa, Napolitano idem, Giorgetti idem. Non vorrei che questo discorso dell’apertura alla Cina sia uno dei punti d’inquietudine degli americani. La nostra forza geopolitica sta nel Mediterraneo e quindi siamo partner degli Usa ma non esclusivi. Salvini è stato uno dei primi insieme a noi a capire che la politica delle elite fa male ai popoli, non capisco perché non si accorga che Giorgetti è l’interlocutore della tela che parte degli Usa. Sta dettando i tempi della Lega di Salvini o sta dettando i tempi di qualcos’altro?”.

Sulla Lega. “La forza elettorale la Lega ce l’ha nelle proiezioni dei sondaggi, che saranno veritieri perché notoriamente ci azzeccano al 100% – ha ironizzato Paragone -. Se Salvini vuole andare con Berlusconi, Brunetta e la Gelmini, allora gli dico: tanti auguri. Salvini è un tattico intelligente e sa che una campagna elettorale con quella compagnia di giro non lo ringiovanisce, stare col Movimento invece gli fa bene”.