Sondaggio Termometro Politico: cala ancora la fiducia in Draghi

Pandemia e guerra, gli italiani si fidano sempre meno dei media. Per la maggioranza degli italiani i media manipolano o falsificano le informazioni per inseguire audience o per asservire chi è al potere.

Mario Draghi

La maggioranza degli italiani sembra non credere più all’imparzialità e all’onesta dei media. È quanto emerge dal sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico tra il 19 e il 21 aprile.

Per quanto concerne la pandemia, solo il 21% pensa che i media siano stati onesti nel raccontare la verità. Il 28,9% crede invece che abbiano dato troppo spazio alle teorie complottiste e no vax per fare audience mentre l’11,4% pensa l’opposto, ovvero che abbiano dato maggiore rilievo alle posizioni dominanti pro-vax per fare audience. Prevale però la percentuale di chi crede che i media abbiano riportato solo posizioni imposte dall’alto limitando al minimo quelle alternative (36,6%).

Le percentuali sono piuttosto simili se si prende in esame il racconto della guerra in Ucraina. In questo caso, quasi quattro intervistati su dieci pensano che i media stiano cercando di manipolare l’opinione pubblica seguendo ordini ricevuti dall’alto. Per il 19,4% giornali e tv hanno assunto posizioni filo occidentali per fare audience mentre per il 13,2% hanno dato troppo spazio alle versioni di fatto filo-russe per lo stesso motivo. Il 24% invece crede che i media siano stati piuttosto sinceri ed equilibrati nel raccontare il conflitto.

La diffidenza degli italiani verso i media emerge da un altro dato. Solo il 29,1% crede che tv, giornali e social abbiano la propria linea editoriale, giusta o sbagliata che sia. Il resto degli intervistati, la maggioranza, pensa invece che dietro alle scelte editoriali ci siano altri interessi. Per il 13,8% c’è una comune tendenza a ospitare posizioni complottiste per fare audience. Il 30,8% ritiene che l’informazione sia alterata ma con un tentativo di lasciare una parvenza di pluralità, infine c’è un 23,5% che pensa che tutto sia calcolato per manipolare l’opinione pubblica.

Nemmeno i fact-checkers, ovvero quelli che per lavoro si impegnano a verificare la veridicità delle notizie, vengono ritenuti credibili dalla maggioranza degli italiani. Solo il 23,2% considera il loro ruolo importante di fronte alla grande diffusione delle fake news. Il 34,6%, pur ritenendoli utili, pensa che sia sempre meglio verificare una notizia per conto proprio. A non fidarsi dei fact-checkers è un terzo degli intervistati: tra questi il 26,1% pensa che anche loro operino a supporto di un potere superiore.

“La mancanza di fiducia – commenta Gianluca Borrelli, presidente di Termometro Politico – si esprime in due grossi filoni. Uno che vede i media manipolare o falsificare le informazioni per inseguire audience. E uno che vede i media asserviti ai piani di chi è al potere per manipolare le menti dei cittadini e veicolare il consenso verso le loro scelte. Volendo vedere le cose da un altro punto di vista si può dire che i critici verso la qualità dell’informazione si dividono in due blocchi: quello conformista che vorrebbe meno posizioni “ribelli” in Tv e sui media e quello anticonformista, che vorrebbe più voci critiche verso chi sta al potere, o che crede che le voci fuori dal coro non abbiano lo spazio che meritano. In futuro – continua Borrelli – cercheremo di capire se la sfiducia verso il sistema di informazione che si è venuto a creare in questi anni sia in qualche modo correlato con il crescente astensionismo. Dai nostri dati gli astensionisti dichiarati sono tra quelli che più ritengono che chi è al potere usi il sistema mediatico per manipolare l’opinione pubblica a proprio favore con la complicità di giornalisti e addetti ai lavori”.

Intanto continua a calare il gradimento del premier Draghi: ora è stimato al 43,2%. Le intenzioni di voto rilevate da Termometro Politico non registrano negli ultimi sette giorni variazioni di consenso per Fratelli d’Italia (21,3%) e Pd (21,1%). La Lega perde tre decimi e cala al 17,7%, il M5S risale al 13%, così come Forza Italia che stampa un netto 8%. In flessione sia Azione/+Europa (4,1%) che la Sinistra (3,1%). Seguono Italia Viva (2,6%), Italexit (2,5%), Verdi (1,5%) e Partito Comunista 1%.