SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA | Terracciano (Farnesina): “Trasmettere un’immagine forte di lingua, di Paese e di cultura”

Secondo il dg per la Diplomazia culturale della Farnesina, la "lingua è il primo dei legami sociali, un vettore attraverso il quale si concepisce la realtà, la lingua è la chiave essenziale di accesso al mondo"

Lingua italiana
Lingua italiana

Pasquale Terracciano, direttore generale per la Diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Esteri, durante il lancio della XXII Settimana della Lingua italiana nel mondo, ha detto: “Questo appuntamento esemplifica lo spirito di rete che contraddistingue il nostro approccio alla promozione culturale”.

Terracciano sottolinea “il successo” di un appuntamento tradizionale che “anima il mese di ottobre a ritmo della nostra lingua”.

La Settimana è in programma dal 17 al 23 ottobre e celebra la nostra lingua in tutto il mondo, coinvolgendo tutta la rete diplomatico-consolare, compresi gli Istituti italiani di cultura all’estero che nel 2023 arriveranno a quota 90 con l’apertura di sei nuove sedi.

Alla Farnesina, per l’evento di lancio, sono presenti tanti giovani e proprio a loro è dedicata questa Settimana, dal tema “L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo”: una presenza che rappresenta “un segnale di vitalità della nostra lingua e cultura”, prosegue Terracciano.

Nel quadro dell’Anno europeo dei giovani, il tema della Settimana della Lingua italiana nel mondo ha l’obiettivo di “esplorare come evolve la lingua” e allo stesso tempo “trasmettere un’immagine forte di lingua, di paese e di cultura”.

Secondo il dg per la Diplomazia culturale della Farnesina, la “lingua è il primo dei legami sociali, un vettore attraverso il quale si concepisce la realtà, la lingua è la chiave essenziale di accesso al mondo”.

L’italiano è tradizione, ma anche innovazione, “patrimonio universale in divenire”, ribadisce Terracciano ricordando che l’Italia “vanta il più ampio numero di siti Unesco”. Il nostro compito è “resistere alla tentazione di ostracizzare il cambiamento”, conclude Terracciano citando Tullio De Mauro: “La lingua si muove come una corrente”.