SE NE FREGA | Spid per gli italiani all’estero: il governo non risponde

Un’interrogazione parlamentare presentata al presidente del Consiglio Draghi e, tra gli altri, al ministro degli Esteri Di Maio sullo spid per gli italiani all’estero: ma il governo fa orecchie da mercante e non risponde da 8 mesi. Intanto oltre confine i problemi per gli italiani nel mondo continuano

Gli italiani all’estero hanno non poche difficoltà a recuperare il famoso SPID, l’identità digitale con cui poter accedere a tanti servizi della pubblica amministrazione e non solo. L’ha fatto notare al governo l’On. Fucsia Nissoli, Forza Italia, con un’interrogazione parlamentare del 17 febbraio 2021 presentata al premier Mario Draghi, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando.

Nissoli con la sua interrogazione sollecita appunto il governo a garantire un adeguato accesso al Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID) a tutti i cittadini iscritti all’AIRE.

Dall’esecutivo però non è giunta alcuna risposta a riguardo. Ben otto mesi di silenzio, dunque, da parte di Draghi e i suoi ministri.

Spiace vedere che non si possa individuare un percorso facilitato per chi risiede all’estero, noi non possediamo la tessera sanitaria ed altri documenti come il codice fiscale sono difficili da rinvenire”, sottolinea giustamente la deputata azzurra. Amareggiata perché dal governo non c’è stato alcun riscontro sul tema: “Purtroppo, ad oggi, tutto tace ed i problemi continuano a crescere”.

Quando ci renderemo tutti conto che il governo Draghi fa solo male agli italiani nel mondo forse sarà troppo tardi.