Salvini: “Con la sinistra al governo Casamonica intoccabili, ora vengono sgomberati”

Il vicepremier Matteo Salvini a Olbia, ai sardi dice: “Non rassegnatevi, cambiare si può. Ci metto del mio, ma i saldi si salvano da soli”

“Il candidato governatore e i candidati consiglieri non li sceglie qualcuno a tavolino a Milano o a Roma ma li scelgono i sardi e io mi metto a disposizione. Una signora in aeroporto mi ha detto: ‘Sei venuto a salvarci?’. No signora ha sbagliato a capire: io da persona normale ci metto il mio, ma i sardi si salvano da soli”. Inizia con questo aneddoto l’intervento di Matteo Salvini a un comizio organizzato ad Olbia, in Sardegna. “Io non prometto miracoli – sottolinea -, non mi permetto di prendere in giro nessuno. Ma cambiare si può, non rassegnatevi”.

Il vicepremier e ministro dell’Interno annuncia: “Proprio questa settimana a Roma grazie alla polizia locale, alla polizia di Stato, al Comune abbiamo abbattuto otto villette dei Casamonica che erano li’ da trent’anni. E domani avro’ il piacere e l’onore di essere a Villasimius a consegnare ai carabinieri una villa che era dei mafiosi”.

“Fino a poco tempo fa, con la sinistra al potere, i Casamonica si sentivano intoccabili e organizzavano persino funerali show in città. Ora vengono sgomberati, le loro ville abbattute e se aggrediscono le Forze dell’Ordine (come successo oggi) acciuffati. Nessuna pietà per i delinquenti, la pacchia è finita”.

Salvini a Olbia promette “battaglia agli spacciatori di morte, ma anche al richiedente asilo che commette un reato. Ti ospito, scippi? Stupri? Commetti mezzo errore? Dal 3 dicembre ti convoco e ti mando a casa tua”. Insomma, il “pugno duro” del governo in tema di immigrazione continua.

“Qui non si puo’ risparmiare tagliando la sanita’, i pronto soccorso. Se si deve risparmiare lo si fa facendo arrivare molti meno immigrati e spendendo per loro molti meno quattrini, si puo’ risparmiare non mantenendo un esercito di immigrati e stranieri in Italia e Sardegna”.

Quelli della Ue “ci mandano le minacce, le lettere, i commissari, le sanzioni… Se avessi aspettato che una mano dall’Europa, ne sarebbero arrivati a centinaia di migliaia di immigrati come negli anni scorsi. E allora cosa ho fatto? Ho applicato un detto di mia nonna, ‘Chi fa da sè fa per tre’, e ho chiuso i porti…”. La strategia politica di Salvini è presto detta: tirare dritto, andare avanti per la propria strada, con il coraggio delle proprie idee e il consenso degli italiani.