ROMA DA SCOPRIRE | Dove conduce la Porta Magica di piazza Vittorio?

L’origine di tale formula è leggendaria. Il marchese Palombara organizzava riunioni e incontri con astrologi e alchimisti per discutere sull’occulto….

Itinerari romani. La Porta Magica di piazza Vittorio. Una porta che non conduce da nessuna parte, perché è stata murata. Piazza Vittorio Emanuele II, a Roma, custodisce un misterioso reperto. Sulla cornice sono incisi alcuni segni indecifrabili, che, secondo la leggenda, sarebbero formule alchemiche in grado di trasformare i metalli in oro.

Pare che fossero custoditi nella villa di un nobile, il marchese Massimiliano Palombara, vissuto nel 1600. La costruzione aveva l’ingresso sull’attuale via Carlo Alberto e fu abbattuta per costruire piazza Vittorio Emanuele II. Nel giardino segreto era custodita questa porta. Su frontone, stipiti, soglia e architrave sono rappresentate espressioni enigmatiche in latino, insieme a simboli astrologici e mitologici, relativi a una formula per la fabbricazione dell’oro.

L’origine di tale formula è leggendaria. Il marchese Palombara organizzava riunioni e incontri con astrologi e alchimisti per discutere sull’occulto. Una volta vi capitò un personaggio che avrebbe chiesto al padrone di casa finanziamenti per creare la pietra filosofale. Ma un giorno sparì, lasciando la formula. Incapace di decifrare i suoi appunti il marchese li aveva fatti incidere sulla porta, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a decodificarli. Ma nessuno mai è riuscito a decifrare quei simboli.

Sul frontone ci sono due triangoli sovrapposti che formano la stella a sei punte alla quale è sovrapposto il sigillo di Salomone. Sugli stipiti ci sono i simboli dei pianeti astrologici.

Sulla soglia c’è la scritta: “Si sedes non is”(Se siedi non vai) che si può leggere anche al contrario. Sull’architrave è la scritta ebraica “Ruch Alhim” (Spirito Santo). Sotto c’è la scritta “Horti magici ingressum Hesperidum custodit draco et sine Alcide Colchidas delicias non gustasset Jason” (Un drago custodisce l’ingresso del giardino magico delle Esperidi e senza Ercole, Giasone non avrebbe gustato le delizie della Colchide), un chiaro riferimento al vello d’oro. Infine sul gradino è stato scritto: ”Est opus occultum veri sophy aperire terram ut germinet salutem pro populo” (E’ opera occulta del vero saggio aprire la terra affinchè generi salvezza per il popolo). La Porta è visitabile gratuitamente, recandosi in piazza Vittorio Emanuele II.