Roberto Giachetti (Pd): “Governo gialloverde durerà, sono attaccati alla poltrona”

“Sono a favore del salva-Roma. Non è un aiuto alla capitale come dice la Lega che ha una responsabilità storica sul commissariamento del debito di Roma”

Roberto Giachetti, deputato del Partito Democratico, parlando a Radio Cusano Campus, sul “Salva Roma” ha detto: “E’ uno degli episodi che vengono messi nel tritacarne dei rapporti tra i partiti di Governo e purtroppo ne fa le spese Roma. Io sono favorevole al provvedimento. Non è come dice Salvini che ci sarebbe chissà quale favoritismo nei confronti di Roma. Sarebbe un modo per superare l’anomalia del commissariamento del debito di Roma che la Lega insieme Berlusconi nel 2008 fecero accollandosi sì in quel caso tutti i debiti di Roma, quasi 15 miliardi di euro. La Lega ha una responsabilità storica. Non si tratta di salvare Roma ma di mettere in condizione la capitale di tornare alla normalità. E il superamento del commissariamento del debito di Roma è stata oggetto della campagna elettorale praticamente di tutti i candidati al Campidoglio”.

Sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. “La Giunta è totalmente inadeguata. La gestione fallimentare di questa sindaca sono sotto gli occhi di tutti. L’amministrazione Raggi non sta producendo consensi al M5S, mi pare che anche a Torino non si sta andando meglio. Dove i Cinquestelle hanno la responsabilità delle amministrazioni non mi pare che stiano dando grandi dimostrazioni di capacità. Immagino che anche il M5S si renda conto che non si riesca più dopo tre anni a dare la responsabilità a chi c’era prima. E tralascio di proposito tutti gli aspetti giudiziari di cui non mi interessa, politicamente è un’amministrazione che ha fallito. Man mano se ne stanno rendendo conto anche i vertici del M5S”.

Sulla durata del Governo giallo-verde. “Resto convinto che il collante del potere sia molto forte. Fanno come i ladri di Livorno, litigano di notte e politicamente agiscono di giorno. In realtà si coprono l’uno con l’altro, a seconda dell’appuntamento elettorale più vicino alzano i toni ma alla fine trovano sempre una soluzione. Non si discute di valori, ideali e principi ma semplicemente di interessi per questo o per quell’altro, è un baratto continuo. Al di là della “fuffa” che vediamo negli scontri quotidiani, che stanno portando il paese in ginocchio, così attaccati alle sedie Lega e M5S non metteranno in discussione il governo nei prossimi mesi”.

Sull’accordo saltato tra m5S e Pd. “E’ stata la scelta giusta non fare un accordo con il M5S. Al di là della differenza culturale e politica che ci separa dal M5S, abbiamo una classe dirigente che non è in grado di gestire niente. In qualsiasi Dicastero le partite più importanti sono tutte per aria, nel frattempo un paese che noi eravamo riusciti a rimettere in piedi torna ad essere in ginocchio con elementi preoccupanti. L’aumento dell’Iva, per esempio, rischia di stendere la nazione”.

Sul Pd e le liste per le elezioni europee. “Non ho votato a favore delle liste che sono state fatte da Zingaretti perché è un primo passo per far rientrare quelli che io chiamavo gli scappati di casa ma che in realtà sono coloro che hanno contribuito ai danni che ha avuto il Pd. Ma non è solo uno sguardo rivolto al passato, anche dal punto di vista programmatico, come ho spiegato in direzione, facciamo rientrare delle persone per le Europee con le quali in Parlamento nazionale votiamo in maniera diversa tutti i giorni. C’è anche una distanza politica rispetto alla prospettiva europea. Ad esempio, il gruppo Mdp considera Macron un nemico io penso invece che se vogliamo fare una battaglia contro i sovranisti e i populisti con il presidente francese dobbiamo avere un rapporto molto stretto. Nell’immaginario collettivo di tanti militanti ed elettori del Pd che hanno assistito in questi anni agli attacchi di Mdp e dei suoi rappresenti alla casa del partito democratico vederli ricandidati in lista ci fa perdere voti”.

Sullo stadio della Roma. “Sono avvelenato che per lo stadio della Roma non sia stata messa ancora la prima pietra. Era un progetto approvato, che aveva fatto tutti i passaggi amministrativi necessari, era pronto per partire. Ancora una volta la furia ideologica degli incapaci del M5S ha buttato all’aria un progetto che avrebbe consentito davvero di mettere la prima pietra. Ha prodotto un progetto che non si tiene in piedi, è viziato da parecchi filoni che riguardano questioni giudiziarie che hanno fatto seguito al cambiamento del progetto iniziale. Questa storia della prima pietra va avanti da tre anni, ho sempre detto che questa prima pietra non si sarebbe mai messa. Come si stanno mettendo le prove sono stato facile profeta”.

Sulla Roma e la corsa alla Champions League. “La Roma deve arrivare in Champions League. Io sabato sarò allo stadio in tribuna Tevere a tifare come sempre. Dopo Di Francesco, Claudio Ranieri era la persona giusta per traghettare la Roma fino a quest’obiettivo. Io ho molta stima di Ranieri ma è chiaro che non si fanno i miracoli a fine campionato, speriamo comunque di riuscirci”.