Renzi non è l’erede politico di Berlusconi – di Antonio Gabriele Fucilone

C’è chi dice che Matteo Renzi sia l’erede politico di Silvio Berlusconi. Si trovano anche, girando sul web, fotomontaggi che mostrano Berlusconi con la faccia di Renzi. In realtà, Matteo Renzi non è affatto l’erede politico del Cavaliere. In primo luogo, Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio dopo democratiche elezioni. Renzi, invece, è diventato Presidente del Consiglio con un "colpo di mano" del Partito Democratico (di cui egli è segretario), con cui era stato fatto cadere il precedente governo presieduto da Enrico Letta. Vi ricordate di quando Renzi diceva a Letta: "Stai sereno!" e dopo alcuni giorni lo ha sfiduciato? Berlusconi non ha mai fatto una cosa del genere.

Inoltre, Berlusconi ha sempre operato per fare calare le tasse. Renzi, invece, le ha fatte aumentare. Basti pensare al canone Rai esteso anche ai computer o alla "Google tax", la tassa con cui si impone ai colossi dell’informatica (come la Google) di avere una partita IVA italiana.

In politica estera, Berlusconi è stato sempre amico di Israele. Renzi, nominando come Ministro degli Esteri una personalità come Federica Mogherini, ha preso un indirizzo politico opposto. Federica Mogherini (esponente del Partito Democratico) è filo-palestinese. Inoltre, in Europa Berlusconi ha sempre contrastato la linea politica della Cancelliera tedesca Angela Merkel mentre (almeno fino a questo momento) Renzi non lo sta facendo.

Anzi, appoggiando la candidatura alla presidenza della Commissione Europea di Jean Claude Juncker (un fautore della linea tedesca del rigore in Europa) Renzi ha approvato la linea di Angela Merkel. Quindi, come si fa a dire che Renzi sia l’erede politico di Berlusconi?

Da buon democristiano e da giovane ambizioso e rampante, Renzi ha preso qualche linea programmatica dal centrodestra (per avere i voti di questa parte politica) e l’ha fatta sua. Però l’idea che egli ha è di centrosinistra. Forse la gente dovrebbe cercare di andare al di là delle parole e guardare i fatti reali.