Matteo Renzi nella sua Enews scrive: "Il mondo finanziario arranca", ma "l’Italia non è l’epicentro della crisi". La crisi, spiega il presidente del Consiglio, "purtroppo ha molte cause: petrolio, tensioni geopolitiche, paesi ex emergenti. Non è questa la sede per tornare a parlare di banche, lo faremo dopo che il Consiglio dei ministri avrà approvato ulteriori misure per consolidare il sistema e incoraggiare i processi di trasformazione e fusione". "Del resto, al netto delle scelte tattiche sull’immediato, il punto chiave è che il sistema bancario deve trasformarsi – è l’invito di Renzi -. Altro che le polemiche dell’opposizione, strumentali e ideologiche. In futuro ci saranno meno sportelli e più digitalizzazione, meno retail e più banche di investimento. Non è che accade tutto domattina, sia chiaro. Ma il percorso è questo. E come sempre compito della politica dovrebbe essere prevederlo e saperlo accompagnare. Il futuro, lo sappiamo, è di chi lo anticipa, non di chi lo rincorre. Noi ci proveremo fin dai prossimi giorni".
Renzi parla anche di Europa. "La questione europea sta finalmente diventando chiara anche agli occhi dei commentatori più critici. Non significa battere i pugni sul tavolo, ma richiamare l’Europa al proprio destino, alla propria vocazione". "L’Europa senza crescita è destinata a svanire, l’Europa senza valori è destinata a morire. Ne stiamo parlando a tutti i livelli, incontrando tutti i capi di governo (venerdì sera sono andato a cena dal premier olandese Rutte, venerdì prossimo ospito qui il cancelliere austriaco Faymann, la settimana dopo il premier incaricato spagnolo Sanchez). L’Europa deve recuperare una visione e l’Italia, finalmente uscita dalla crisi e dal tempo delle promesse vane, può giocare un ruolo di stimolo molto importante".
A proposito di unioni civili. "Rimangono aperti alcuni punti su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption: la ratio non è consentire il via libera alle adozioni ma garantire la continuità affettiva del minore. Non è il punto principale di questa legge" però "credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo". Per il capo del governo è giusto che "su questi temi si voti, dopo anni in cui si è fatto melina. Perché la politica che finge di non vedere la realtà, non è seria".
"La stragrande maggioranza degli italiani – pare di capire anche in Parlamento – condanna con forza pratiche come l’utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio". "Pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare".
































Discussione su questo articolo