Regno Unito, Di Maio: “Della Vedova andrà a Londra per il caso degli italiani fermati alla frontiera”

"La nostra ambasciata a Londra e' intervenuta formalmente e con contatti diretti con il Ministero dell'Interno britannico per chiedere chiarimenti ed esprimere preoccupazione per il trattamento sproporzionato riservato ai nostri connazionali”

“I 12 connazionali” a cui le autorita’ di frontiera britanniche hanno negato l’ingresso per mancanza del visto, insieme con altri cittadini europei (circa 30 in tutto), “sono stati prontamente assistiti dal Consolato Generale d’Italia a Londra che ha interloquito con gli interessati, le loro famiglie e le autorita’ di frontiera britanniche, per accertare caso per caso la corretta valutazione della situazione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al question time alla Camera.

“La nostra ambasciata a Londra e’ intervenuta formalmente e con contatti diretti con il Ministero dell’Interno britannico per chiedere chiarimenti ed esprimere preoccupazione per il trattamento sproporzionato riservato ai nostri connazionali. Abbiamo anche rappresentato alle autorita’ britanniche l’opportunita’ di rafforzare le campagne informative sulla normativa migratoria in vigore dal primo gennaio 2021”, ha spiegato Di Maio.

“Il sottosegretario agli Esteri Della Vedova ha sollevato la questione nel corso di un incontro alla Farnesina con l’ambasciatore del Regno Unito e si rechera’ a Londra la prossima settimana per affrontare la questione con il sottosegretario all’Interno responsabile per l’immigrazione”.

“La Delegazione dell’Unione europea a Londra – anche su nostro impulso – è intervenuta presso le Autorità britanniche per richiedere un più stretto raccordo fra i cittadini europei interessati e i rispettivi uffici consolari, limitare i tempi di trattenimento e garantire un trattamento adeguato ai fermati. Le Autorità britanniche – ha sottolineato il titolare della Farnesina – si sono impegnate a facilitare l’esercizio dell’assistenza consolare a favore dei cittadini europei fermati alla frontiera senza visto e a considerare la possibilità che, in futuri casi analoghi, possano entrare, su cauzione, in territorio britannico fino all’orario del volo di rimpatrio”.