Un’influenza enorme. E’ quella che gli esperti prevedono avra’ il cataclisma che sta squassando la politica nazionale sulle elezioni regionali del tranquillo Friuli Venezia Giulia. I pronostici sui quattro candidati presidenti – Franco Bandelli (Un’Altra Regione), Saverio Galluccio (M5S), Debora Serracchiani (Slovenska Skupnost, Sel, Pd, Cittadini per Debora Serracchiani Presidente, Idv) e Renzo Tondo (PdL-Lega-Udc) – erano gia’ difficili alcuni mesi fa. Poi e’ arrivata la bufera giudiziaria sui rimborsi elettorali, le elezioni politiche e ora le vicende romane: gli esiti del voto per questa XI legislatura da materia per sondaggisti e statistici diventano argomento per indovini.
Se la situazione romana fosse stata tranquilla, il piccolo Fvg sarebbe stato un test per la prima tornata elettorale dopo le politiche. Anche perche’ oltre alle regionali, domani (8-22) e lunedi’ (7-15) si votera’ anche per la Provincia di Udine e per 13 amministrazioni comunali tra le quali un capoluogo, Udine. Con l’aggiunta di due referendum: per il passaggio di Pieve di Cadore (Belluno) dal Veneto al Fvg e quello di Taibon Agordino (Belluno) dal Veneto al Trentino-Alto Adige/Sudtirol.
Piccolo ma con peculiarita’ il Fvg: innanzitutto Regione autonoma (quest’anno celebra il 50/o), l’unica a pagare da sola la sanita’ senza fondi statali e impegnata a costruire da se’ la terza corsia dell’autostrada A4. Regione che si definisce virtuosa: con il ‘taglio’ delle spese, il numero dei consiglieri da eleggere e’ calato da 59 a 49; in corsa ci sono ben piu’ di 500 candidati suddivisi in 13 tra partiti e liste. Qualunque sia l’esito, la stabilita’ politica e’ certa, grazie a una legge dell’allora governatore Illy che assicura un cospicuo premio di maggioranza – 29 consiglieri – al vincitore che raggiunge il 45% dei voti; in caso di affermazione meno convincente, i consiglieri di maggioranza scendono a 27. Infine, soglia di sbarramento al 4%. Non e’ previsto ballottaggio.
Dal punto di vista amministrativo, oggi sono stati costituiti i seggi, 1.374 per 218 Comuni; gli aventi diritto al voto sono 1.099.336 (570.513 donne e 528.823 maschi); 126.422 sono gli elettori all’estero (63.852 e 62.570). La circoscrizione di Udine esprime il maggior numero di votanti: 407.875, seguono Pordenone con 277.067, Trieste (212.338), Gorizia (119.924) e Tolmezzo (82.132). Per le elezioni regionali verra’ consegnata all’elettore una scheda di colore azzurro sulla quale sono stampati i nomi dei quattro candidati. In fase di scrutinio si procedera’ prima all’esame delle schede regionali, poi, dalle 14 di martedi’, di quelle provinciali e a seguire le comunali.
Per eleggere il presidente della Provincia di Udine e rinnovare il Consiglio sono chiamati alle urne 490.007 votanti (252.943 donne e 237.064 maschi). Quattro i candidati: Massimo Brini (Un’altra Regione), Pietro Fontanini (PdL, Lega, Udc, Maf e Fratelli d’Italia-La Destra), Andrea Simone Lerussi (Pd, Sel, Sinistra, Scelta adesso), Federico Simeoni (Front Furlan).
Per il rinnovo delle amministrazioni comunali il totale degli aventi diritto al voto e’ di 146.381 persone (77.176 e 69.205).
Per rinnovare Udine ed eleggere il nuovo sindaco saranno invece chiamati 79.137 cittadini (42.752 e 36.385). Sei i candidati: l’uscente Furio Honsell (Centrosinistra), Adriano Ioan (centrodestra), Paolo Perozzo (M5S), Carletto Rizzi (Udine futura), Flavio Cavinato (Blocco civico), Antonio Miclavez Miclavez sindaco di Udine).
































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