REFERENDUM | Sisto (FI): “Ridurre il numero di parlamentari scatena le oligarchie di partito”

“La maggioranza è avvolta da carta velina, è ben oltre la frutta, siamo al limoncello. Intercettazioni? Ci stiamo avviando verso un modello per cui non è più consentito avere segreti”

Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla riforma dell’uso delle intercettazioni ha detto: “Il trojan registra tutto quello che accade intorno al soggetto interessato, è come avere addosso un videoregistratore. Ho la netta impressione che ci stiamo avviando, secondo un modello di Grande Fratello informatico, verso un modello per cui non è più consentito avere segreti. Il timore è che il diritto alla riservatezza di ciascuno corra dei seri rischi. Se i presupposti delle intercettazioni non sono quelli dell’esistenza di indizi di reato, ma di ipotesi di reato, quindi presupposti labili, soggettivi, significa introdurre un cannone nella guerra dei bottoni. Non è consentito entrare nella vita privata di un cittadino quando non ha commesso nulla. Nessuno mi deve spiare se non ci sono i presupposti per spiarmi, la Costituzione assicura il diritto alla riservatezza. Il tentativo è di trasformare il cittadino non colpevole in un cittadino colpevolizzabile”.

Riguardo al referendum sul taglio dei parlamentari. “Le battaglie più belle sono quelle giuste e difficili. Le leggi non devono essere popolari, devono essere giuste e se occorre anche impopolari. Questa è la differenza tra un parlamentare ed un arruffa popolo. Premesso che più siamo e più democrazia c’è, ridurre il numero di parlamentari scatena le oligarchie di partito, col mito orwelliano del controllo della politica da parte di pochi. La maggioranza è in grande difficoltà, ieri in Commissione affari costituzionali è stata calendarizzata l’approvazione del testo base della legge elettorale che consentirà a Zingaretti di mantenere la sua segreteria, poco più di pretesti che danno l’idea della debolezza, della carta velina con cui è avvolta la maggioranza. Siamo veramente al limoncello, è una maggioranza che è oltre la frutta”.