Referendum, Renzi: “Chi vuole lo status quo vota No” [VIDEO]

Il premier-segretario: “Non ho mai visto uno che si definisce anti-sistema difendere lo status quo. Chi vuole cambiare vota Sì, chi non vuole cambiare vota No. Chi difende il No ha nostalgia della Prima Repubblica”

Sono oltre 2500 le persone in attesa del premier Matteo Renzi a Ragusa, al Palatenda, per un incontro pubblico sul ‘Sì’ al referendum. Con un rigido cordone di polizia che presidia il teatro tenda, molti militanti e curiosi hanno preso posto all’interno del Palatenda già intorno alle ore 17.

Intervistato da “Zapping”, Renzi, parlando di referendum, ha detto: “Vedo Salvini fare il pavone perchè in Michigan o in Ohio ha vinto Trump. Ma chi è il cambiamento e chi è il ‘sistema’ in Italia? Il sistema per me sono quelli schierati per il No, quelli che hanno supervitalizi e pensioni, che vengono da autorevolissime cattedre e ruoli istituzionali. Il Sì è il cambiamento, se vince il No non cambia nulla. Non ho mai visto uno che si definisce anti-sistema difendere lo status quo. Chi vuole cambiare vota Sì, chi non vuole cambiare vota No. Chi difende il No ha nostalgia della Prima Repubblica”. “Io ho 41 anni e governo da due anni e mezzo. Dall’altra parte sappiamo chi c’è. Se chi ha 41 anni è il sistema, e D’Alema, De Mita e Berlusconi sono la novità… De gustibus…”!, ha ribadito Renzi.

“De Mita, D’alema, Monti, Berlusconi, Dini votano no. De Mita mi ha detto che trova la riforma molto frettolosa, ma definirla frettolosa richiede fantasia. La mia opinione è che vogliamo confrontarci nel merito della riforma dobbiamo avere il coraggio di dire che molti di questi signori all’inizio la sostenevano. La semplificazione italiana è molto più importante di me e del mio futuro al governo. Sono 20 giorni che cambieranno i prossimi 20 anni”. La visione del No “si basa sulla nostalgia e non sulla speranza, sono i difensori della Prima Repubblica”. “Con questa riforma non avremmo avuto governi con i ribaltoni, non sarebbero caduti Prodi e Berlusconi”.

Per Renzi “il referendum e’ la sfida cruciale, se l’Italia sceglie di cambiare e’ tutto piu’ semplice”. “I motivi del mio si’ non sono legati alla paura del futuro. Non dico agli italiani votate si’ perche’ arriva il lupo cattivo. Il si’ e’ per semplificare, il mio messaggio e’ in positivo”.


EUROPA A proposito di Europa e immigrazione: “Ho detto se gli europei continuano a fare i furbi sull’immigrazione, noi quando si trattera’ di discutere del nuovo bilancio europeo saremo pronti a mettere un veto, quella di oggi e’ una riserva, non siamo nelle condizioni di poterlo bloccare, ma siamo in grado di fare capire le nostre posizioni”. Il veto al biancio Ue porta a maggiore sfiducia nei confronti dell’Europa? “Non ho alcuna polemica contro l’ideale europeo”. “L’Italia – ha detto ancora – costruisce una forza Europea, ma l’Europa non e’ quella degli egoismi e dei muri e dell’atteggiamento anti-italiano sulla questione immigratoria. Su questi temi non ci faremo prendere in giro”.


Dunque “la riserva di oggi è l’anticamera del veto”, rispondendo a una domanda sulla volontà dell’Italia di fare “la voce grossa” in Europa. “Vogliamo far capire il nostro disaccordo su alcune voci. In particolare che sui migranti c’è un atteggiamento schizofrenico dell’Europa. Io non voglio muri costruiti con i nostri soldi”, ha ribadito il capo del governo.

SPREAD “I dati sull’occupazione del Jobs act segnano 656.000 posti di lavoro e, soprattutto, 700mila lavoratori inattivi in meno, e un abbassamento della cassa integrazione”. “Siamo tutti un po’ economisti della domenica quando analizziamo i dati dello spread. I politici danno letture spesso per parte propria. E’ chiaro che se c’è un messaggio di instabilità per l’Italia, questo si riverbera sullo spread. Ma dall’altro lato vediamo di essere chiari: due anni e mezzo fa eravamo considerati con la Grecia il problema dell’Europa. Ora non dico che siamo leader europei, ma possiamo diventarlo. Per farlo bisogna fare un lavoro quotidiano e faticoso”.