REFERENDUM | Italiani all’estero, il MAIE Nord e Centro America sosterrà il No

Flavio Bellinato, coordinatore MAIE Nord e Centro America: “Senza proporzionalitá a livello di rappresentanza parlamentare non si puó garantire che vi sia una democrazia realmente effettiva”

Flavio Bellinato, coordinatore MAIE Nord e Centro America

“Il MAIE Nord e Centro America, in occasione del referendum costituzionale previsto per il mese di settembre, sosterrá il NO alla modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”. Lo dichiara in una nota Flavio Bellinato, coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero per il Nord e Centro America.

“La riforma – prosegue Bellinato -, se dovesse essere approvata, avrá a nostro parere conseguenze negative per i connazionali all’estero. Da 18 parlamentari eletti oltreconfine passeremmo ad un totale di 12 (8 deputati e 4 senatori). Considerando che gli italiani nel mondo regolarmente iscritti all’AIRE sono oltre cinque milioni, una rappresentanza ancora piú ridotta rispetto a prima significherebbe avere parlamentari che dovrebbero farsi portavoce delle esigenze e necessitá di molti cittadini suddivisi in territori vastissimi, con il rischio di limitare ancor di piú il contatto con i paesi a piú bassa presenza di connazionali. Tradotto in numeri, ci troveremmo di fronte ad uno scenario in cui vi sarebbe un senatore eletto all’estero ogni milione e mezzo circa di elettori ed un deputato ogni settecento mila elettori”.

“Chi sostiene le ragioni del SI sopravvaluta il risparmio che ci sará a livello economico e probabilmente pensa erroneamente che “pochi parlamentari” significhi automaticamente “bravi parlamentari”. Siamo a favore del risparmio e del taglio dei costi della politica, peró non possiamo sostenere una proposta di modifica della Costituzione che riduca ancor piú di prima le possibilitá di essere degnamente rappresentati in Parlamento, per quanto riguarda la Circoscrizione Estero”.

“Senza proporzionalitá a livello di rappresentanza parlamentare – conclude Bellinato – non si puó garantire che vi sia una democrazia realmente effettiva”.