REFERENDUM | Italiani all’estero, Francesca Alderisi (Fi): “Se mi ricandiderei in caso di vittoria del Sì? Certamente”

“Gira sempre più insistentemente la notizia che la ripartizione Nord e Centro America, che oggi rappresento, potrebbe essere accorpata con quella dell’Asia e Oceania. Questo accorpamento mi porterebbe un grande vantaggio, avendo io una conoscenza di lunga data delle comunità italiane nel mondo, in particolare di quella dell’Australia”

Sen. Francesca Alderisi, Fi

Manca poco ormai al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, previsto per i giorni 20 e 21 settembre. La Voce di New York ha chiesto a Francesca Alderisi, senatrice di Forza Italia eletta nel Nord e Centro America, se con la vittoria del Sì lei si ricandiderebbe comunque.

“L’eventualità di una mia ricandidatura – ha risposto l’azzurra – non dipende da calcoli matematici basati sull’esito dell’imminente referendum. Sarebbe veramente molto triste se fosse così e non rientra assolutamente nel mio modo di ragionare”.

“In caso di vittoria del Sì e della conseguente riduzione dei senatori eletti all’estero, da sei a quattro, gira sempre più insistentemente la notizia che la ripartizione Nord e Centro America, che oggi rappresento, potrebbe essere accorpata con quella dell’Asia e Oceania (includendo pertanto Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Giappone)”.

“Se dovessi quindi pensare al mio tornaconto personale – prosegue Alderisi, per anni conduttrice di Sportello Italia su Rai International -, questo accorpamento mi porterebbe un grande vantaggio, avendo io una conoscenza di lunga data delle comunità italiane nel mondo, in particolare di quella dell’Australia: Paese con il quale ho costruito nel tempo un forte legame, dove moltissime volte ho incontrato la collettività italiana delle cinque grandi città down-under e dal quale ho ricevuto sempre un enorme riscontro televisivo nei miei programmi di Rai International”.

“Tornando alla domanda, la mia risposta è ovviamente sì; tuttavia – sottolinea la senatrice avviandosi alla conclusione – torno comunque a ribadire quanto sia folle anche solo immaginare di assegnare a un solo senatore aree così ampie, anche perché sarebbe improbabile avere riscontro concreto in termini di voti in territori lontani da quelli in cui si vive. Il mio si riconfermerebbe ancora di più un caso del tutto eccezionale”.