Razzi: “Berlusconi non mi ricandida, ma io ho preso casa a Roma: ora chi paga?”

Sui fatti di Macerata: "Le case chiuse risolverebbero i problemi di chi è nervoso e anche i problemi dell'economia, Luca Traini si sarebbe sfogato”

Antonio Razzi

Antonio Razzi è tornato sulla sua mancata candidatura: “Ci tenevo a dire due cose. Nell’ambito del Senato tutti davano per scontata la mia ricandidatura, perché la mia popolarità era impossibile da non vedere. Su Youtube, con il Pagante, too much ha fatto sei milioni di visualizzazioni. Mi conoscono tutti. Convinto da tutte queste voci, ho deciso di affittare una casa a Roma”.

“Stavo in una pensione da quattro soldi, vivevo sempre da solo. Dal primo di dicembre ho preso un appartamentino. Ho speso 20.000 euro per ammobiliarlo. Una cifra enorme. Ora mi ritrovo a pagare 1570 euro di affitto al mese. E in più ho fatto questa spesa. Tutto perché consideravo sicura la mia candidatura e la mia rielezione, anche per quello che dicevano gli altri senatori. E adesso? Mi sentivo sicuro anche perché il Presidente Berlusconi aveva detto che avrebbe ricandidato i suoi fedeli. Se non avessi avuto questa certezza, non avrei speso tutti i soldi che ho speso per l’appartamento”.

Razzi, poi, ha detto la sua sui fatti di Macerata: “Le case chiuse risolverebbero i problemi di chi è nervoso e anche i problemi dell’economia. Un bene per il Paese e per la gente. Quello di Macerata magari con le case chiuse se ne sarebbe stato più tranquillo. Potrebbe anche essere questo. Ci fossero state le case chiuse Traini magari la sera prima poteva andare a sfogarsi”.