Politiche 2018, Europa | Farina (Pd) a ItaliaChiamaItalia: “Noi unico partito profondamente europeista”

"Se vogliamo vincere la sfida globale dobbiamo pensare all'Unione Europea”. Il deputato Gianni Farina e il suo obiettivo per la prossima Legislatura: “Se sarò rieletto il mio lavoro sarà attirare l'attenzione del governo ogni giorno sui connazionali all'estero, i quali sono una ricchezza e un vanto per la Repubblica. Solo grazie a loro possiamo costruire un'unione politica vera”. E ancora: “Io sono un candidato sbagliato perché non racconto storie”

Gianni Farina, Pd

Gianni Farina è stato eletto deputato della XV Legislatura nel 2006 con 12mila preferenze raccolte nella ripartizione estera Europa nella lista di centro-sinistra L’unione. Nel 2007, con lo scioglimento della Margherita, ha aderito al Pd. Nel 2008 è stato rieletto con 21mila preferenze e nel 2013 con 22mila. È tra i fondatori del Partito democratico in Svizzera, oltre ai temi degli italiani all’estero si è occupato di Sicurezza e Cooperazione in Europa, di diritti umani e ha ricoperto la presidenza dei Gruppi Interparlamentari di Amicizia Italia-Francia (2008-2013) e Italia-Svizzera (2013-2018).

E’ autore di due proposte di legge per gli italiani all’estero: 1) La Commissione Interparlamentare Speciale per trattare i problemi dei 5 milioni di italiani all’estero; 2) I Collegi uninominali per la Camera dei deputati e per il Senato e per dare una rappresentanza territoriale specifica di ogni elettore ed elettrice.

Candidato per le elezioni del 4 marzo 2018 con il Pd per il Parlamento italiano Circoscrizione Estero-Europa.

“Lealtà, onestà e moralità al servizio degli italiani all’estero”. Si apre così la sua campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo. Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

Sicuramente il miglioramento della rete consolare. Quando vado in giro e parlo della modernizzazione di queste strutture la gente mi risponde “ma se io sono tre giorni che provo a chiamare il consolato e mi risponde sempre una segreteria”. Il governo italiano deve rendersi conto che ha 5 milioni di italiani all’estero, di cui può essere orgoglioso, presenti in tutte le professioni dello scibile umano e quindi bisogna fare tutto il possibile per rappresentarli al meglio, perché sono cittadini europei e sono una ricchezza per il Paese. Chiediamo inoltre l’equipollenza dei titoli di studio. Sono stufo di vedere campagne elettorali tutte rivolte esclusivamente all’Italia e nessuno che si preoccupa dei tanti ragazzi che sono in Europa in cerca di lavoro. Questi sono i veri problemi, il resto è propaganda.

Lei è in carica dal 2006, quali sono le sue più grandi conquiste?

Abbiamo lottato affinché non si perdesse tutto in un momento di crisi profonda. Il primo governo Prodi, nel 2006/2007, stanziava dai 38 ai 40 milioni di euro solo per i corsi di lingua e cultura, investiva oltre i 100 milioni per le scuole italiane all’estero, noi eravamo scesi a 6 milioni. Non voglio dare la colpa ai governi, perché in un momento di crisi e di disoccupazione di massa sono gli anelli più deboli ad essere colpiti e noi dentro i tagli del ministero degli Esteri eravamo l’anello più debole. Negli ultimi cinque anni abbiamo iniziato una ripresa grazie all’interesse dei nostri rappresentanti, fra cui il sottoscritto. Ora si tratta di ricostruire una nuova realtà.

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“Fermatevi” è l’appello che ha rivolto ai componenti del Pd che hanno lasciato il partito. Come commenta questa situazione?

In questi giorni stanno entrando altri personaggi nel partito e io sono contento dei nuovi arrivi perché è sempre un arricchimento. Ma l’uscita di alcuni dei compagni ha colpito la mia storia e il dolore per queste perdite è grande. Per il futuro io dico “fermatevi” e cerchiamo di ricostruire il partito dalla sinistra democratica, riformista e moderna.

Perché un italiano all’estero dovrebbe votare Pd alle elezioni del 4 marzo?

Perché è l’unico grande partito profondamente europeista, noi siamo autenticamente europei. Noi non abbiamo fatto ieri la propaganda contro l’euro e contro l’Unione Europea. La vera domanda è perché un italiano che vive in Europa non dovrebbe votare Pd.

Alle primarie del Pd del 2017 ha votato Orlando. È ancora amareggiato per la sconfitta? Vede in Renzi un leader forte?

Io faccio ancora parte di Sinistra democratica di Cuperlo, perché crediamo che all’interno del partito democratico sia possibile avere un pluralismo di idee e valori. Io non sono affatto deluso da Renzi e dalla sua campagna referendaria e mi sono impegnato in prima persona per portarla avanti. Abbiamo perso e ne abbiamo tratto i giusti insegnamenti.

Cosa pensa della grande coalizione tra Berlusconi e Salvini?

Ma come fa un popolo serio e moderno a votare Lega e soprattutto Matteo Salvini con quei messaggi d’odio e di rigetto che porta avanti? Se dovessero avere la maggioranza sarebbe una vera tragedia per il popolo italiano.

Cosa fare per avere un ruolo più decisivo in Europa?

L’Europa ha dimenticato una grande responsabilità nei confronti dell’Italia e di tutte quelle persone che sono sbarcate in questi anni nel nostro Paese. L’Italia è stata lasciata sola a gestire il più grande problema dei nostri tempi. Io sono orgoglioso che il governo italiano abbia cercato in tutti i modi di accogliere questa povera gente che arriva senza nulla. Il prossimo governo italiano dovrà chiedere a gran voce un aiuto decisivo dall’Unione Europea, perché è un compito di tutti. Noi questa battaglia la dobbiamo vincere.