E’ caos Pd in Sicilia, dove il partito e’ impantanato tra doppi segretari, boom di tessere e persino congressi annullati. La sfida per la segreteria nazionale s’e’ trasformata in un redde rationem tra correnti e in una corsa al riposizionamento che sta rimescolando vecchi e nuovi equilibri. Il risultato e’ un Pd sempre piu’ dilaniato.
Il primo a lanciare l’allarme, qualche giorno fa, fu Pippo Civati, che parlo’ espressamente di "tessere fantasma". Da li’ in poi e’ stata una escalation di scontri e polemiche. Il caso piu’ clamoroso e’ avvenuto a Catania, dove il dirigente nazionale, Nicola Stumpo, inviato dal partito per fare chiarezza, ha annullato il congresso provinciale per una serie di anomalie avvenute nei circoli, con tessere fantasma e cittadini iscritti ai democratici senza saperlo. Il miracolo della moltiplicazione delle tessere si e’ presto esteso ad altre province. Una situazione esplosiva che ha mandato in tilt i lavori congressuali un po’ ovunque.
A Trapani i ‘renziani’ si sono spaccati in due: una parte (5 circoli su 24), assieme a Cuperlo e Civati, ha eletto Danilo Orlando, mentre la maggioranza dei fedelissimi di Renzi ha eletto, d’intesa con l’aria Dem, Francesco Brillante. Il medesimo ‘psicodramma’ e’ andato in scena a Siracusa, anche qui il Pd e’ double face: bersaniani e area Dem hanno eletto per acclamazione in un hotel Carmen Castelluccio, mentre renziani e lettiani hanno votato l’ex assessore Liddo Schiavo. Nelle altre province la situazione non e’ migliore. Il deputato Giuseppe Lauricella ha scritto ad Epifani per denunciare "congressi farsa" a Messina e sollecitare "un immediato provvedimento di commissariamento della federazione", dove e’ stato eletto il "renziano" Basilio Ridolfo. Ad Agrigento, addirittura, alcuni segretari cittadini eletti provengono dal centrodestra, mentre a Ragusa il neo segretario Giovanni Denaro non fa riferimento a nessuno dei quattro candidati alle primarie nazionali.
































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