Paragone (Italexit): “M5S contenitore ormai svuotato, Conte lo vuole portare nel centrosinistra”

“Grillo lo vorrebbe più libero, ma non c’è più lo spirito selvaggio di un tempo. Il carisma del leader ce l’ha Grillo, Conte al massimo può fare il segretario. Candidato centrodestra a Milano? Se i nomi sono quelli che girano, povera città”

Gianluigi Paragone, senatore, fondatore di Italexit, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sullo scontro Grillo-Conte ha detto: “Queste sono operazioni che piacciono al Palazzo e ai giornalisti, non c’è un vero interesse della cittadinanza nel vedere come va a finire. Il Movimento fondato da Grillo e che aveva generato speranza se n’è andato, è un contenitore che si sta svuotando. Si tratta di gestire il processo di fusione nell’alleanza di centrosinistra di quello che resta del M5S. I contendenti sono due: Grillo e Conte, entrambi non eletti. La lucida follia di Grillo è diventata un capriccio perenne, oggi anche lui paga lo scotto di non essere nel Palazzo. Tutti i leader che non sono nel Palazzo non riescono a tenere le briglie di un cavallo che si ribella. Per Conte è la stessa cosa. Credo che Conte stia cercando un’alleanza organica nel centrosinistra, mentre Grillo forse la vuole più libera questa sua creatura, creatura che però ormai ha perso il suo spirito selvaggio. Il carisma del leader ce l’ha Grillo, Conte può essere un segretario, è un uomo privo di decisionismo, si è caratterizzato per il salvo intese, ha sempre trascinato le situazioni per non prendere decisioni”.

Sulle elezioni a Milano. “Aria da campagna elettorale ancora non ne sento e non ne vedo, manca ancora il centrodestra ai nastri di partenza. Se tu per 5 anni non fai opposizione a Sala, è normale che poi non hai il candidato. Vogliono giocare la partita di rimessa. Non mi sembra di vedere grandi personaggi, prima Di Montigny, ora Farinet, se i nomi sono questi auguri a loro ma povera città. Il centrodestra ha costruito un pezzo della città che io contesto. Milano è cresciuta grazie anche alle migrazioni, al sacrificio di tanti lavoratori, oggi si scappa da Milano perché costa troppo. Milano ha un’anima popolare, ma ne è stata privata. Se tu sfili il senso popolare tu hai tolto Milano. Oggi è una metropoli senza anima”.