Mai nessun debuttante aveva vinto finora a Laguna Seca finora. Marc Marquez ha rotto anche l’ultimo tabu’, imponendosi su una pista difficile, facendo spettacolo fino alla fine. Un campione gia’ pronto, con due titoli mondiali nelle tasche (uno in 125 e uno in Moto2), Marquez e’ il classico studente scrupoloso, quello che non solo si applica, ma studia anche. L’esempio lampante e’ stato il sorpasso su Valentino Rossi. Al cavatappi Marquez e’ stato portato dal pilota Yamaha fuori traiettoria. Una mossa semplice, ma da esperti, quella fatta da Valentino Rossi. La frenata ritardata e la posizione sfavorevole dell’avversario dovrebbero indurlo a non tentare il sorpasso e invece non e’ stato cosi’.
Marquez si e’ inventato la strada, come fece lo stesso Valentino nel 2008 con Stoner, solo che all’epoca, Rossi aveva sulle spalle oltre 10 stagioni ai massimi livelli. "Ho passato Valentino nello stesso posto in cui lui passo’ Casey nel 2008 – ha detto Marquez – anche se i sorpassi erano un po’ diversi perche’ il suo e’ stato piu’ spettacolare". Lo spagnolo sa che il professore va battuto, ma non umiliato, per questo come studente e’ ancora tra i favoriti di Rossi. Il nove volte iridato, nonostante lo smacco di Laguna Seca, si e’ affrettato a complimentarsi con il suo miglior studente, senza nascondere comunque le sue rimostranze. "E’ ora che Marc mi inizi a pagare i diritti quando fa sorpassi come i miei – ha detto Rossi – so anche che Marquez lo ha fatto apposta a cercare di passarmi li’ e quando ho visto la sua carena arancione mi sono detto: ecco il bastardo. Ho mollato un po’ i freni, ma fare altro sarebbe stato troppo rischioso per entrambi e inoltre era comunque piu’ veloce di me. Non ci ho trovato nulla di scorretto e quel sorpasso mi e’ piaciuto. Certo al momento ho imprecato sotto il casco e per accettarlo ci vuole carattere. Da una parte non sono felice, ma adesso Marquez e’ in credito con me e lo riscuotero’ al piu’ presto". Un credito che sara’ dura poter esigere.
Marquez impara in fretta e con lui sta imparando anche Stefan Bradl. Il tedesco che scattava dalla pole, ha fatto una gara magistrale, tant’e’ che solo Marquez e’ riuscito a mettergli le ruote davanti. Sia lo spagnolo che il tedesco, poi, arrivano dalla Moto2 (entrambi hanno vinto un mondiale, il primo nel 2011, il secondo nel 2012, ndr), segno che la generazione sta cambiando. Tranne Rossi, sul podio, non ci sono piloti che arrivano dalle vecchie categorie a due tempi e anche questo e’ un segnale. Da segnalare la gara coraggiosa dei due pretendenti al titolo piu’ accreditati, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Tra i due a spuntarla alla fine e’ stato il compagno di squadra di Marquez, Pedrosa, che ha avuto la meglio su un coriaceo, ma ancora non in forma Lorenzo (comunque sesto nonostante i dolori alla spalla). Distacchi abissali, invece per le Ducati, che arrivano – quelle ufficiali – sotto alla bandiera a scacchi con oltre 30 secondi di ritardo (poco piu’ di un secondo al giro). Fino al 18 agosto, il circo della MotoGP si ferma, poi si ritornera’ di nuovo negli Stati Uniti, ad Indianapolis, per l’inizio ufficiale della seconda parte della stagione con la decima gara di campionato.
































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