Montevideo ha celebrato gli 80 anni della Famèe Furlane con l’inaugurazione di un monumento in mosaico, realizzato come segno di riconoscenza alle terre uruguaiane che hanno accolto i friulani fin dalle prime ondate migratorie. Un’opera dal forte valore simbolico, dedicata all’integrazione, alla memoria condivisa e al contributo offerto dalla comunità friulana allo sviluppo sociale e culturale del Paese sudamericano.
Come riporta Il Messaggero Veneto, il monumento rappresenta il legame profondo e duraturo tra la comunità friulana e la città di Montevideo, un ponte ideale costruito nel tempo grazie all’impegno degli emigranti e delle generazioni successive, capaci di mantenere viva la propria identità senza rinunciare all’integrazione.
Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha sottolineato il ruolo centrale dei migranti friulani nella storia dell’Uruguay:
“I nostri migranti nel tempo si sono confermati un punto di riferimento per valori e identità. Sono riusciti a far crescere questa città, a far crescere l’Uruguay e a renderci orgogliosi. È importante vedere come, di generazione in generazione, continui questo legame indissolubile, che trova nell’amicizia tra il Friuli Venezia Giulia e l’Uruguay il suo valore più forte”.
La missione istituzionale in Sudamerica è poi proseguita con una tappa a Buenos Aires, dove Bordin, insieme a una delegazione friulana, ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Argentina, Fabrizio Nicoletti, e il console italiano a Buenos Aires, Carmelo Barbera.
Della delegazione hanno fatto parte, tra gli altri, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop e il prorettore dell’Università di Udine Giorgio Alberti, confermando l’impegno delle istituzioni regionali nel rafforzare i rapporti con le comunità friulane all’estero e nel valorizzare il patrimonio dell’emigrazione come risorsa culturale e diplomatica.































