Il Molise detiene il triste primato di regione italiana più colpita dall’emigrazione.
Secondo il Rapporto Migrantes 2025, il 35,4% dei molisani risulta iscritto all’AIRE, contro una media nazionale del 10,9%.
In numeri assoluti si tratta di 102.064 emigrati su 287.966 residenti: praticamente un molisano su tre vive stabilmente all’estero.
La provincia di Campobasso conta 69.193 iscritti all’AIRE, quella di Isernia 32.871.
Le principali destinazioni restano le stesse delle grandi migrazioni del Novecento — Argentina, Canada, Germania, Svizzera e Stati Uniti — con oltre la metà dei molisani all’estero (56,4%) che risiede tra Nord e Sud America.
Nei piccoli centri interni la sproporzione assume proporzioni impressionanti: a Castelbottaccio (Campobasso) gli iscritti all’AIRE superano del 359% i residenti, a San Biase del 318%, a Duronia del 268%. Un segnale evidente del progressivo svuotamento demografico che colpisce i borghi e impoverisce il tessuto sociale ed economico.
Il fenomeno si inserisce in una tendenza nazionale in crescita. Nel 2024 l’Italia ha registrato 155.732 espatri, con un aumento del 36,5% rispetto all’anno precedente e un saldo negativo di oltre 103 mila abitanti, il peggiore degli ultimi vent’anni.
Nel Mezzogiorno, e in particolare in Molise, la perdita di popolazione è aggravata da una mobilità interna che spinge i giovani verso le grandi città, lasciando intere aree senza futuro.
LA RIFLESSIONE
I numeri del Molise raccontano più di un fenomeno statistico: sono il ritratto di una regione che si svuota, ma che non smette di cercare futuro. L’emigrazione molisana, un tempo dettata dalla necessità, oggi riflette la mancanza di opportunità e la forza di chi, pur andando via, porta con sé la propria identità.
La sfida, per istituzioni e comunità, è trasformare questa diaspora in risorsa, mantenendo vivo il legame con chi, pur lontano, continua a sentirsi parte del Molise.































