Il Made in Italy continua a crescere e rafforza il suo posizionamento globale. È quanto emerso dalle dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto a Roma alla presentazione del rapporto della Fondazione Edison “Le nuove sfide del Made in Italy”, ospitata a Palazzo Piacentini.
Secondo Urso, l’Italia può contare su un sistema produttivo altamente diversificato, sia dal punto di vista geografico che settoriale, capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di cogliere nuove opportunità nei mercati internazionali.
I dati confermano questa tendenza: nel 2025 l’export italiano è cresciuto del 3,3%, consentendo al Paese di raggiungere il Giappone e conquistare il quarto posto tra i maggiori esportatori mondiali, nonostante dimensioni economiche e demografiche inferiori rispetto a colossi come Germania, Cina e Stati Uniti.
Particolarmente significativa la performance sul mercato statunitense, dove le esportazioni italiane sono cresciute del 7,8%, risultando tra le migliori in Europa. Un risultato che, secondo il ministro, smentisce le previsioni negative sull’andamento del commercio estero.
Positivi anche i dati sugli investimenti esteri: negli ultimi anni, ha evidenziato Urso, si è registrato un aumento superiore al 18%, con un incremento del 41% degli investimenti provenienti dagli Stati Uniti. Questo ha consentito all’Italia di migliorare il proprio posizionamento globale, passando dall’11° all’8° posto per attrattività degli investimenti e guadagnando sette posizioni nell’indice complessivo di attrattività internazionale.
Guardando al futuro, il ministro ha sottolineato la necessità di affrontare le sfide della doppia transizione digitale ed energetica, in linea con le strategie europee. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica, riducendo la dipendenza dall’estero sia per le fonti energetiche sia per le materie prime.
In un contesto globale complesso, il Made in Italy si conferma dunque uno dei principali motori della crescita economica nazionale, con una capacità di adattamento che continua a rappresentare un punto di forza competitivo sui mercati internazionali.































