Il rafforzamento della diplomazia economico-commerciale italiana passa dalla formazione e dalla conoscenza diretta del sistema produttivo nazionale.
È partito in questi giorni, nella sede di Confindustria, il primo modulo formativo dedicato ai giovani diplomatici, promosso congiuntamente da Confindustria e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), nell’ambito dell’accordo siglato lo scorso dicembre tra il presidente Emanuele Orsini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Come riporta Il Sole 24 Ore, il corso rappresenta la prima tappa operativa di un percorso strutturato che punta a rafforzare l’assistenza economico-commerciale della rete diplomatica italiana, con un’attenzione particolare all’internazionalizzazione delle imprese e allo sviluppo delle filiere produttive.
Durante il primo modulo è emersa con chiarezza l’importanza dell’accesso ai mercati internazionali come leva strategica per le piccole e medie imprese italiane, che spesso necessitano di strumenti più efficaci per operare e tutelarsi oltre i confini nazionali. In un contesto globale in rapido cambiamento, la collaborazione tra diplomazia e sistema industriale diventa quindi un elemento chiave per sostenere la competitività del Made in Italy.
A sottolinearlo è stata Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export, che ha evidenziato come il sistema produttivo stia affrontando una profonda riconfigurazione delle catene del valore. «Questa trasformazione richiede nuove competenze e un’evoluzione della cultura d’impresa – ha spiegato –. Per affrontare questa fase serve un lavoro comune tra istituzioni e sistema produttivo: è così che si costruisce un capitalismo delle reti capace di tenere insieme innovazione, sostenibilità e capitale umano».
Il percorso formativo proseguirà nei prossimi mesi con visite agli impianti produttivi e momenti di confronto diretto con la governance aziendale, con l’obiettivo di consolidare il legame tra diplomazia economica e industria italiana.
Secondo il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, l’iniziativa rappresenta uno strumento strategico per il Paese. «Questo percorso formativo avvicina concretamente imprese e diplomazia economica – ha dichiarato –. Stiamo rafforzando il rapporto tra Confindustria e MAECI e i risultati sono visibili: l’Italia continua a registrare buone performance sull’export grazie alla forza delle imprese e a un’azione coordinata sui mercati internazionali».
Un progetto che punta dunque a valorizzare il Made in Italy nel mondo, investendo sulle competenze e su una sinergia sempre più stretta tra istituzioni e sistema produttivo.































