L’INTERVISTA | Sangregorio (USEI), “preoccupato per gli italiani in Venezuela”

“Da tempo i nostri connazionali vivono momenti di grande difficoltà, stanno perdendo tutto quello che erano riusciti a costruire in questi anni”

On. Eugenio Sangregorio, presidente USEI

Il Venezuela vive una crisi senza precedenti in queste ore. Juan Guaidó, leader dell’opposizione venezuelana, si è autoproclamato presidente a Caracas. Il nuovo governo è riconosciuto da Usa, Canada, Argentina, Brasile, tra gli altri.

“La notizia dell’autoproclamazione di Guaidó a presidente del Venezuela è una bella novità sia per i venezuelani che per tutto il mondo democratico che vede mettere fine alla lunga dittatura di Chavez e Maduro”, dichiara l’On. Eugenio Sangregorio, presidente dell’USEI, eletto nella ripartizione estera Sud America e residente a Buenos Aires.

Il deputato invita il governo italiano “a riconoscere subito l’autorità di Guaidó, seguendo l’esempio dell’analoga e immediata decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump”, augurandosi che “non si arrivi a una guerra civile” perché “sarebbe la rovina per i venezuelani”.

“Sono molto preoccupato per la situazione della comunità italiana in Venezuela”, dice contattato da 9Colonne, “da tempo i nostri connazionali vivono momenti di grande difficoltà, stanno perdendo tutto quello che erano riusciti a costruire in questi anni. Oltre a soffrire nel quotidiano la fame e non potersi curare adeguatamente per la mancanza di medicine”.

A questo proposito è giusto ricordare che è stato raggiunto un accordo tra Italia e Venezuela per l’invio di medicinali agli italiani e agli italo-venezuelani residenti in quel Paese del Sud America.

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“In queste ore drammatiche – conclude il deputato USEI – i riflettori devono stare accesi sulla nostra comunità, per questo ho chiesto al Governo un incisivo e tempestivo intervento. Mi auguro che questo cambiamento politico in Venezuela porti al più presto novità positive”.