Nel 2024 circa due milioni di studenti in 130 Paesi hanno scelto di studiare l’italiano.
La nostra lingua viene appresa in scuole italiane e locali, in oltre 900 università nel mondo, oltre che nei corsi degli Istituti Italiani di Cultura, degli enti gestori e della Società Dante Alighieri.
Questi dati, riportati dal Sole 24 Ore, sono stati al centro della prima Conferenza dell’Italofonia, voluta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e svoltasi a Roma.
Nel solo 2024 la Farnesina ha finanziato oltre 500 progetti per la creazione e il sostegno di lettorati e cattedre di italiano in circa 70 Paesi.
Durante l’incontro, il presidente della National Italian American Foundation, Robert Allegrini, ha ricordato che l’Italia potrà davvero essere un leader globale solo se un numero sempre maggiore di persone nel mondo comprenderà e parlerà la sua lingua.
Emozionante anche il richiamo letterario del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, che ha ricordato il racconto “Dagli Appennini alle Ande” di Edmondo De Amicis: la storia di un ragazzo in viaggio verso l’Argentina, simbolo delle migrazioni di milioni di italiani diventati, nel tempo, cittadini globali capaci di creare comunità, valori e conoscenza condivisa.
Grossi ha poi citato figure come Edoardo Amaldi, che dedicò la propria vita a mettere la scienza al servizio del progresso e della pace.
La crescita dell’italofonia non è solo un dato culturale: è la prova che l’Italia continua a parlare al mondo attraverso la sua lingua, la sua storia e il contributo delle comunità all’estero. Investire nell’italiano significa investire nella nostra capacità di costruire ponti, comprendere il passato e immaginare un futuro più connesso e condiviso.































