L’INGIUSTIZIA | Berlusconi, quella sentenza… Mai dire mai, anche per il Quirinale

Quella sentenza “guidata dall’alto”… Proviamo a capire l’amarezza di Silvio. Chiunque di noi, simpatizzanti o no, può capire la sua amarezza

“Io non preferirei né l’uno né l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla” (Socrate)

“Chi commette un’ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce” (Platone)

“Il mondo è iniquità: se l’accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice” (Jean-Paul Sartre)

“Un’ingiustizia fatta all’individuo è una minaccia fatta a tutta la società” (Montesquieu)

“È difficile non essere ingiusti verso chi si ama” (Oscar Wilde)

BERLUSCONI, QUELLA SENTENZA…

Quella sentenza “guidata dall’alto”… Proviamo a capire l’amarezza di Silvio. Chiunque di noi, simpatizzanti o no, può capire la sua amarezza.

Proviamo dunque a esprimerci – non è facile! – senza pregiudizi e appartenenze politiche. Possiamo capirlo a patto di identificarci nel suo stato d’animo, con le nostre piccole o grandi vicende personali. A tutti infatti capita di subire ingiustizie e di avere qualche privilegio. Dimentichiamo facilmente i privilegi, ma non riusciamo a rimuovere la sofferenza delle ingiustizie. Questa è la vita, la fortuna si alterna agli episodi ostili del destino.

HO CONOSCIUTO SILVIO….

Però, a volte non si tratta di semplice sfortuna! Ho conosciuto bene, da vicino, Berlusconi, fino al giorno del suo trionfale ingresso in politica: lo incontravo, parlavamo di tutto. Poi, come dire, ci siamo persi di vista: a me non piace entrare nelle folle dei sudditi plaudenti, lui evidentemente aveva perso interesse per me.

Senza entrare nel merito delle sue varie cause giudiziarie, penso che il Cav abbia avuto attenzioni esagerate e sospette (una persecuzione?) da parte della magistratura. E ora vien fuori che una sentenza, cruciale per la sua carriera politica, per ammissione di un giudice della Cassazione, sarebbe stata “guidata dall’alto”. Per come lo conosco, immagino perciò la sua profonda amarezza.

MAI DIRE MAI, ANCHE PER IL QUIRINALE

Da tempo ha rinunciato a un ruolo istituzionale, diretto e operativo. Per vent’anni, al potere o all’opposizione, è stato il protagonista. Sono convinto che il suo maggior desiderio, oggi, sia quello di evitare di passare alla storia (dove molti lo vorrebbero confinare) come “quello delle Olgettine” e delle varie imprese sessuali. E penso che la storia via via gli darà ragione. Sbaglio? Possibile, probabile. Ma, se il centrodestra resta compatto, tra un anno assisteremo alla partita per il Quirinale. Mai dire mai, con Berlusconi.