Libia a un passo dalla guerra, la Ue: “Cessare subito tutte le operazioni militari”

Federica Mogherini in una nota: “L'attacco militare lanciato dall'LNA a Tripoli sta sconvolgendo il processo politico guidato dall'ONU”

Ieri un aereo non identificato ha condotto un raid aereo contro un obiettivo che si trova a sud della citta’ di Sirte, nella parte centrale della Libia. Il raid ha colpito la zona di Sultan. Al momento non e’ chiaro quale sia stato l’obiettivo di questo raid. Ieri, pero’, residenti hanno parlato del movimento sospetto di alcuni veicoli appartenenti ai terroristi dello Stato islamico in quella zona. La citta’ nel 2017 e’ stata liberata dalla presenza dello Stato islamico dalle forze Al Bunian al Marsus.

Nel frattempo il portavoce delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar, Ahmed al-Mismari, ha negato che siano stati fatti prigionieri tra le fila dell’esercito nazionale autoproclamato (Lna) o che ci siano dispersi dall’inizio dell’offensiva su Tripoli.

Federica Mogherini, capo della politica estera dell’Unione Europea, in una nota ha dichiarato: “L’attacco militare lanciato dall’LNA a Tripoli e la conseguente escalation all’interno e intorno alla capitale stanno mettendo in pericolo i civili, compresi i migranti e i rifugiati, e sconvolgendo il processo politico guidato dall’ONU, con il rischio di gravi conseguenze per la Libia e per l’intera regione, compresa la minaccia terroristica”.

“L’Unione europea e i suoi Stati membri – prosegue la nota – invitano tutte le parti a cessare immediatamente tutte le operazioni militari. Lna e tutte le forze che si sono trasferite a Tripoli o nelle sue vicinanze devono ritirarsi e le tregue umanitarie richieste dall’ONU devono essere ascoltate. L’Unione europea ricorda alle parti in questo scontro che devono rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale, e che coloro che lo violano saranno ritenuti responsabili”.

“L’Unione europea e i suoi Stati membri chiedono ai loro partner internazionali e regionali di esercitare la loro influenza e di inviare alle parti interessate il messaggio inequivocabile che non esiste una soluzione militare alla crisi, ma solo politica. Chiedono la cessazione della retorica incendiaria”. “Esprimono la loro preoccupazione per il coinvolgimento di elementi terroristici e criminali nei combattimenti, comprese le persone elencate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Chiedono ai partiti libici di dissociarsi da questi elementi, sia pubblicamente che sul campo”. “Esortano vivamente tutte le parti a riprendere senza indugio il dialogo politico e a continuare ad impegnarsi nel processo guidato dall’ONU per una soluzione politica inclusiva. Continueranno a sostenere gli sforzi del rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé”.

“L’Unione europea e i suoi Stati membri comprendono che, nelle attuali circostanze, la conferenza nazionale ha dovuto essere rinviata e chiedono che sia convocata non appena le circostanze lo consentiranno. Essi sono pronti a sostenerne i risultati e a contribuire a realizzare una transizione pacifica nell’interesse di tutti i libici e a tracciare un percorso verso elezioni credibili e pacifiche il più presto possibile, come convenuto dai partiti libici a Parigi nel maggio 2018, a Palermo nel novembre 2018 e ad Abu Dhabi nel febbraio 2019”.