Lettera aperta dei deputati eletti all’estero Pd a Michele Schiavone (CGIE)

“Il confronto vero sull’esame del testo e sugli emendamenti presentati inizierà martedì e da quel momento tu stesso e chiunque altro potrete valutare le presenze reali”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che i deputati eletti all’estero del Pd, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò e Massimo Ungaro, hanno inviato a Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE.

Qui di seguito il testo integrale della missiva.

“Caro Michele,

abbiamo letto il tuo allarmato richiamo sulle scarse presenze di deputati esteri nella seduta del 29 aprile scorso, in occasione dell’avvio alla Camera dell’iter del provvedimento della riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari e, per quel che ci riguarda, gli eletti nella circoscrizione Estero.

Consentici di dire, per quello che ci riguarda, che tale allarme non è giustificato, dal momento che nella prassi parlamentare è largamente consolidata l’abitudine di dedicare la discussione generale agli interventi dei deputati che hanno lavorato nelle commissioni di merito e che riferiscono dell’esito, per altro noto a tutti noi, del confronto avvenuto in commissione. Oltre tutto, il collega Massimo Ungaro, presente e partecipe al dibattito, lo ha fatto a nome di tutti noi del PD eletti all’estero.

In più, i termini per la presentazione degli emendamenti sono stati riaperti e scadranno alle 13 di lunedì 6 maggio, sicché si trattava di posizione ancora in divenire. Il confronto vero sull’esame del testo e sugli emendamenti presentati inizierà martedì e da quel momento tu stesso e chiunque altro potrete valutare le presenze reali, gli emendamenti presentati e le posizioni effettive.

Il momento, come ben sai, è molto difficile per la rappresentanza degli italiani all’estero e quindi riteniamo che si debba fare il massimo sforzo di unità e di coordinamento, cercando di evitare ansie e polemiche tra noi. Diranno i fatti, poi, chi si è assunto esplicitamente le proprie responsabilità e chi ha pensato di doverle declinare in nome di altre motivazioni.

Tanto dovevamo a chiarimento di un equivoco, ingigantito da un solo organo di stampa, non nuovo a questo tipo di performance.

Con la speranza che le nostre comuni attese possano avere un qualche riscontro nei lavori parlamentari, ti salutiamo con amicizia e immutata stima”.