LE MASCHERE | Carnevale tra Pirandello e Shakespeare

Il Carnevale è una festa complessa, che si presta a varie e anche contraddittorie interpretazioni. É una festa in maschera che ha ispirato da sempre poeti e scrittori…

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” (Luigi Pirandello)

“Siamo talmente abituati a mascherarci dinanzi agli altri che finiamo col mascherarci anche dinanzi a noi stessi” (François de La Rochefoucauld)

“Datemi una maschera e vi dirò la verità” (Oscar Wilde)

“Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico” (Erasmo da Rotterdam)

“Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni” (William Shakespeare)

POETI E SCRITTORI PER IL CARNEVALE

Il Carnevale è una festa complessa, che si presta a varie e anche contraddittorie interpretazioni. É una festa in maschera che ha ispirato da sempre poeti e scrittori. Ne sono affascinato: negli anni del ginnasio svolsi un bel tema su questo argomento (ispirandomi a riflessioni profonde di Curzio Malaparte) e inaspettatamente raccolsi un ottimo voto e gli elogi dell’insegnante.

NON È SOLO NOSTALGIA

So che questa è pura nostalgia, ma spero che il Carnevale attiri anche l’interesse dei lettori e provo oggi a coinvolgerli con un bouquet di autorevoli citazioni. Ecco Francesco D’Antonio, un cabarettista: “San Valentino e Carnevale cadono nello stesso mese. Trovo stupido mettere così vicino due feste di maschere”. E il filologo Piero Camporesi: “Festa di contestazione, di rottura, di rigenerazione sociale vissuta in un tempo ciclico di morte e di resurrezione, d’annientamento e di rinascita, il Carnevale esprime anche la voce dei gruppi sociali inferiori e l’opposizione della cultura popolare alle forme e alle immagini della cultura ufficiale”.

LA FILASTROCCA DI D’ANNUNZIO

Una sorprendente filastrocca del grande Gabriele D’Annunzio: “Carnevale vecchio e pazzo/ s’è venduto il materasso/ per comprare pane e vino/ tarallucci e cotechino. / E mangiando a crepapelle/ la montagna di frittelle/ gli è cresciuto un gran pancione/ che somiglia ad un pallone./ Beve, beve all’improvviso/ gli diventa rosso il viso/ poi gli scoppia anche la pancia/ mentre ancora mangia, mangia./ Così muore Carnevale/ e gli fanno il funerale”.

OSCAR WILDE E STENDHAL

Immancabile Oscar Wilde: “Una maschera ci dice di più di una faccia”. E infine Stendhal:” Mi metterei volentieri una maschera sul volto e con diletto cambierei il mio nome”. Che ne dite? Manca ancora qualche giorno al Carnevale e avrei gran voglia di continuare.