L’assoluzione del barbone in Cassazione – di Marco Chierici

Sfogliando i giornali, quotidianamente si apprendono notizie che provocano in ognuno di noi reazioni di ogni genere: silenziose, di rabbia, di rassegnazione; oggi una notizia che vorrei commentare è l’assoluzione da parte della Cassazione di un clochard, il quale rubò in un supermercato di Genova due fette di formaggio e due wurstel per un valore di circa 4 euro. In Appello fu condannato a 6 mesi.

Già queste discutibili e incerte sentenze mi fanno rabbrividire: per un giudice sei innocente, per l’altro sei colpevole e questo impedisce ad ogni cittadino di avere fiducia nella giustizia, anche se si dichiara sempre il contrario quando si finisce intrappolati in una controversia legale. In questa storia vi sono personaggi che senza dubbio contribuiscono a rendere il nostro paese così misero da far vergogna. Mi torna alla mente quell’episodio di qualche anno fa: un finanziere multò un bambino che acquistò un pacchetto di patatine senza chiedere lo scontrino…

Tornando al fatto di Genova, era sufficiente per il titolare del supermercato avere un pizzico di cervello e di generosità; avrebbe dovuto donare i 4 euro a quel povero barbone e basta, ma il suo stupido Ego ha innescato il procedimento della stupida giustizia. Ed ecco che i tribunali della nostra triste nazione hanno lavorato per tre gradi di giudizio arrivando all’assoluzione in Cassazione, perché il povero imputato fu costretto dalla fame ad impossessarsi di 4 euro di cibo.

Ciò che penso io ha poca importanza e va censurato, ma vorrei che i lettori riflettessero e anche chi in magistratura è pagato dai contribuenti e anche coloro che denunciano furti o appropriazioni indebite così penose, miserrime, perdonabili e pietose. Cosa possiamo pretendere da uno Stato che perde tempo nei tribunali per 4 euro? Uno Stato degno di questo nome dovrebbe impedire a chiunque di scivolare nel ridicolo, soprattutto quando si utilizzano denari pubblici.