Italiani all’estero, tagli nella Legge di bilancio? Le farneticazioni del Pd

Quelli del Pd ci hanno provato, “tagli in arrivo nella Legge di bilancio per gli italiani nel mondo”. Ma la realtà è un’altra: andiamo a capire perchè

Tagli per gli italiani nel mondo nella Legge di bilancio? Non ce ne sono. Lo ha confermato anche Luigi Vignali, direttore generale degli italiani all’estero del ministero degli Esteri, intervenendo alla Plenaria CGIE in corso questa settimana alla Farnesina.

“Nel 2019 gli stanziamenti sono esattamente quelli del 2018, non ci sono stati tagli – ha affermato Vignali -, non ci sono riduzioni sui capitoli per gli italiani all’estero”.

Eppure alcuni parlamentari Pd eletti oltre confine continuano a diffondere comunicati dai toni allarmistici: tagli in arrivo per gli italiani all’estero, assicurano. Non sono bastate, evidentemente, le rassicurazioni di Vignali a calmare i bollenti spiriti dei dem.

Ma andiamo al sodo. Di quali tagli parlano quelli del Partito Democratico? E’ presto detto.

Il programma “Promozione della pace e sicurezza internazionale” registra un decremento nelle risorse, è vero, ma ciò è dovuto ad un intervento nella I Sezione (articolo 57, comma 15 del disegno di legge di bilancio) consistente nella riduzione del contributo italiano alle spese delle Nazioni Unite, nella misura di 35,35 milioni di euro nel 2019, a valere sul capitolo 3393 (Contributi a organismi internazionali).

Siamo certi che ai nostri connazionali residenti oltre confine interessi poco o nulla il fatto che alle Nazioni Unite andranno meno soldi italiani. Anzi, probabilmente condividono questa misura.

Che altro? Ah sì. I dem mettono l’accento anche sul Programma “Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari”. C’è in effetti una riduzione di 2 milioni di euro sul capitolo 1613 (Dotazioni finanziarie per le rappresentanze diplomatiche ed uffici consolari di prima categoria) che tuttavia deriva da un intervento nella I Sezione consistente nella riduzione dei seggi da istituire presso le rappresentanze diplomatiche e consolari in occasione delle elezioni europee previste nel 2019 (articolo 57, comma 16 del disegno di legge di bilancio).

Insomma, rispetto agli oltre 900 seggi istituiti alle ultime Europee, nel 2019 ce ne saranno circa 300. Una riduzione che non comporterà disagi per i connazionali per quanto riguarda la distanza dai seggi elettorali, che resterà invariata.

Ecco su cosa fanno tanto rumore i dem. Su tagli che non hanno nulla a che vedere con i nostri italiani nel mondo, con la rete consolare, con la promozione della lingua e della cultura italiana. Proprio come assicurato da Vignali, non esistono riduzioni sui capitoli di spesa che interessano gli italiani all’estero più da vicino.

Sono lontani, per fortuna, i tempi in cui governi di ogni colore tagliavano con l’accetta risorse al Sistema Italia nel mondo; lontani i tempi in cui, sotto la guida del Pd, si chiudevano decine di sedi diplomatico-consolari, tra Ambasciate, Consolati e Istituti di cultura.

A chi la vogliono dare a bere Garavini, Giacobbe, Ungaro e compagnia cantante? Per la prima volta negli ultimi dieci anni niente tagli per gli italiani nel mondo. “Questo governo ha la giusta sensibilità per occuparsi di italiani all’estero”, ha detto Elisa Siragusa, deputata M5S eletta in Europa, intervenendo al CGIE. Noi siamo d’accordo con lei.