Italiani all’estero, Scaglione (CGIE): “Preoccupati e dispiaciuti della disattenzione verso i Lucani nel Mondo”

“Si è ancora fermi alla proposta di erogazione dei contributi per un minimo di sostentamento e di esistenza in vita per l'anno 2020; nel mentre, non risultano più disponibili, perché non impegnati per tempo, quelli del 2021"

“Siamo fortemente preoccupati e dispiaciuti della disattenzione che registriamo verso le nostre comunità dei Lucani nel Mondo e nei confronti dell’intero sistema associativo, di cui stiamo raccogliendo in queste ore il disappunto per gli accadimenti registrati con puntualità da dalla stampa e certificati, nei fatti, dalla nota ufficiale delle Federazioni dei Lucani nel Mondo”. Lo afferma Luigi Scaglione, Segretario Organizzativo della IV Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE e Presidente Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo.

“Non è casuale che alla paralisi delle attività istituzionali della CRLM, seppur condizionata dal periodo Covid e nonostante le volontà più volte espresse di riavviarne la operatività (pensate che dopo un anno e mezzo sono stati eletti i due vice presidenti e poi un esecutivo), si sia ancora fermi alla proposta di erogazione dei contributi per un minimo di sostentamento e di esistenza in vita per l’anno 2020; nel mentre, non risultano più disponibili, perché non impegnati per tempo, quelli del 2021”.

“Non è un problema di responsabilità – prosegue Scaglione – per le quali ognuno deve rendere conto alla poderosa comunità dei Lucani in Italia e nel Mondo, ma di sensibilità che viene meno nonostante, proprio nello scorso mese di dicembre a Roma, in occasione della Conferenza Stato/Regioni/PA/CGIE organizzata sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, il tema rapporti con le comunità emigrate e l’associazionismo regionale, è stato l’elemento fondante da cui prendere le mosse per far diventare nuovamente risorsa e non dileggio o abbandono della propria terra, le nostre comunità”, conclude Scaglione.