Italiani all’estero, Sangregorio (USEI): “La maggioranza vuole la cittadinanza italiana solo per avere il passaporto”

Commentando il risultato del referendum, per il fondatore e presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani i connazionali in parte sono responsabili, vista la “scarsa partecipazione al voto”, “infatti – precisa - solo un 25% dei votanti ha inviato la scheda, forse perché disinteressati”

Secondo Eugenio Sangregorio, presidente USEI, ciò che interessa di più la maggioranza dei discendenti degli emigrati italiani all’estero è ottenere la cittadinanza italiana “per avere il passaporto” e dunque poter muoversi e viaggiare nel mondo con maggiore comodità.

E’ questo il concetto espresso dal deputato eletto in Sud America in una nota in cui commenta l’esito del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, che ha visto vincere il Sì sia in Italia che all’estero.

Per Sangregorio “occorre fare una riflessione: i residenti in Italia esultano per la riduzione dei parlamentari mentre i residenti all’estero avranno il 33% in meno dei loro rappresentanti. Il futuro, dunque, appare quanto mai complicato”. L’onorevole sottolinea: “si dovrà lavorare molto per poter ottenere qualche risultato in favore della comunità all’estero”, “ma occorre dire – aggiunge – che si merita questa caduta”.

Per il fondatore e presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani i connazionali in parte sono responsabili del risultato del referendum, vista la “scarsa partecipazione al voto”, “infatti – precisa – solo un 25% dei votanti ha inviato la scheda, forse perché disinteressati”. Poi commenta: “Quello che più interessa la maggioranza è ottenere la cittadinanza per avere il passaporto”.

Insomma, più che per un reale sentimento di appartenenza all’Italia, secondo Eugenio Sangregorio in tanti all’estero sarebbero interessati ad avere la cittadinanza italiana per poi assicurarsi un passaporto italiano, ovvero il quarto passaporto più potente al mondo, che ti concede ampia libertà nei viaggi a livello mondiale. C’è qualcuno che si sente di dar torto all’onorevole dell’USEI? Le pagine di ItaliaChiamaItalia sono come sempre a disposizione di chi volesse intervenire sul tema.