Italiani all’estero, Comites Zurigo: la replica di Petta ad Alban

“Il colmo è che si è pure lamentato dei costi del cellulare a suo carico: pretendeva forse che il Comites si accollasse anche la fattura del suo abbonamento telefonico?”

“Il presidente del Comites di Zurigo, nella sua replica al mio articolo sugli sconsiderati rimborsi delle spese viaggio, Fr. 15’976.20, che si è fatto accreditare sul proprio conto bancario, per il periodo che va dal 2015-2018, non ha avuto nemmeno la decenza di tacere. D’altra parte, lo comprendo, pur di difendersi dalle accuse che gli sono state rivolte, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi. Ma carta canta: i quasi 16 mila franchi li ha intascati lui! Il colmo è che si è pure lamentato dei costi del cellulare a suo carico: pretendeva forse che il Comites si accollasse anche la fattura del suo abbonamento telefonico?”. Inizia così la replica di Gerardo Petta, consigliere del Comites di Zurigo, al presidente dello stesso Comites, Luciano Alban.

Petta usa toni molto accessi nella sua replica, dai quali noi ci sentiamo di prendere nettamente le distanze. Per onor di cronaca, comunque, ecco la sua missiva, con l’augurio che questo ping pong tra Petta e Alban non sia infinito.

Al presidente Luciano Alban, ovviamente, mettiamo a disposizione le pagine di ItaliaChiamaItalia per una sua eventuale controreplica, augurandoci che poi la storia si chiuda qui. Odiamo i botta e risposta infiniti, diventano stucchevoli molto presto.

“Non avrei nient’altro da aggiungere se non che la mia presenza, all’interno di questo inutile Comitato degli italiani all’estero, è vista dal presidente e dai suoi fedelissimi, come un elemento di disturbo, in quanto sto controllando dettagli, come le spese viaggio, che finora mai nessuno aveva osato mettere in discussione. Il Comites dovrebbe occuparsi di tematiche che interessano i connazionali, come l’assurda e incostituzionale tassa dell’IMU, della TASI, della TARI, del canone RAI, etc. Purtroppo il presidente e la maggior parte dei membri della sua Lista, con le dovute eccezioni, oltre a presenziare alle feste gastronomiche, organizzate dalle Associazioni locali e a presentare libri di qualche scrittore, non fanno niente di utile per la collettività”.

“Devo smentire, nel modo più assoluto, il presidente Alban, quando afferma che il sottoscritto non ha presentato nessuna iniziativa in quattro anni. Mi permetto di ricordargliene solo due: nel 2015, lo scrivente, presentò, in collaborazione con il settimanale La Pagina, una petizione per l’abolizione della tassa dell’IMU sulla prima casa, per gli italiani residenti all’estero. Fummo boicottati proprio da Alban e dai vari presidenti del Comites e CGIE Svizzera, dai parlamentari e dai patronati di area PD. Le firme raccolte furono consegnate a Palazzo Madama, all’allora Vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli. I costi (biglietti aerei, pernottamenti a Roma ecc.) sono stati sostenuti dal sottoscritto. Ultimamente, invece, lo scrivente si è preoccupato di far elaborare un’interrogazione parlamentare all’On. Cirielli, sui truffati del Patronato INCA-CGIL di Zurigo. Quindi, Signor Alban, lei si arrampica sugli specchi! E ciò non le fa onore!”.

“Lei mi accusa di “odio” nei suoi confronti. Sbaglia ancora. Verso di lei potrei avere, al massimo, compassione! Secondo me, un personaggio che da mezzo secolo è incollato alla poltrona, comportandosi da servo delle istituzioni, non è idoneo a rappresentare la comunità della circoscrizione consolare di Zurigo. Gradirei, per concludere, il parere del Console Generale, dr. Giulio Alaimo, sulla questione dei rimborsi percepiti da Alban”.