Questa intervista è stata realizzata prima dell’incarico a Pier Luigi Bersani da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Roma – “In un Paese normale formerebbero un governo con il Pd e si assumerebbero le proprie responsabilità”. Il riferimento al Movimento 5 stelle viene dal Ricardo Merlo, deputato e a sua volta presidente di un altro movimento, il MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero. Al termine del suo incontro con il presidente Napolitano, Merlo spiega a ItaliaChiamaItalia: “Grillo è un fattore di instabilità perché non vuole assumersi le responsabilità che le urne gli hanno attribuito” e, sui grillini, aggiunge: “si comportano come se non vedessero la situazione in cui ci troviamo, sembra che vivano sulla luna o che vengano da un altro pianeta”.
Possono sembrarle di un altro pianeta, ma ora sono seduti accanto a lei. Ha conosciuto i suoi colleghi del Movimento 5 stelle?
“Ancora no. Ho visto che erano molto occupati nel fotografare gli scontrini del bar di Montecitorio, sembra che per loro il problema più grande sia quanto costa un caffè, mentre al Sud la disoccupazione è al 30 per cento, siamo strozzati dal debito pubblico, le imprese sono senza credito e le famiglie sono senza lavoro”.
Non si unisce al coro di quelli che salutano come un segno di buon auspicio le elezioni di Laura Boldrini alla Camera e di Antonio Grasso al Senato?
“Credo che le elezioni dei presidenti di Camera e Senato siano state un segnale positivo, si tratta di due cariche istituzionali importanti e da rispettare. Tutto questo, però, non significa affatto che siamo vicini ad una soluzione”.
Il MAIE ha ottenuto un ottimo risultato nella sua ripartizione, contrariamente a quanto accaduto in Europa. Questo significa che il successo in Sud America è dovuto solamente all’effetto traino della sua presenza, già parlamentare e presidente del movimento?
“In Sudamerica abbiamo conseguito un eccellente risultato perché lavoriamo sul territorio da anni. In Europa, invece, siamo attivi da minor tempo e ritengo che il risultato elettorale non sia stato negativo, se si considera che siamo agli inizi. Al contrario, sono convinto che alle prossime elezioni otterremo almeno due eletti in Europa”.
Elezioni che non sembrano lontane. Quanto resisterà questa legislatura?
“A questa domanda può rispondere solamente chi prevede il futuro. Questa legislatura potrebbe durare un mese come un anno o cinque, purtroppo è imprevedibile anche per noi che la viviamo dall’interno”.
Il Pdl, invece, è praticamente scomparso dalla circoscrizione estero. La promessa di rimborsare l’Imu non ha attratto i connazionali? Eppure sembravano ancora più contrariati dei contribuenti residenti in Italia, visto che hanno pagato come ‘prima casa’ immobili che usano solamente durante le vacanze.
“La discussione sul rimborso dell’Imu è più legata all’Europa, nella mia ripartizione se ne è parlato di meno. In linea generale, la responsabilità di quel risultato è da attribuire a chi coordinava il Pdl nel mondo, evidentemente ha sbagliato strategia. Anche il Pd, come il MAIE, ha ottenuto un eccellente risultato grazie all’ottimo lavoro svolto sul territorio da Eugenio Marino e questo dimostra che i partiti vengono premiati solamente quando dimostrano di essere vicini a chi vive all’estero”.
Ha incontrato i suoi colleghi eletti all’estero? Pensa che esistano margini di collaborazione con loro?
“Li ho incontrati quasi tutti ma non posso dire nulla su di loro perché ancora non abbiamo iniziato a lavorare. Il Parlamento non è in moto, siamo in una fase di stallo e non posso giudicare i miei colleghi senza vederli all’opera su fatti concreti”.
Quale sarà il primo atto che il MAIE promuoverà in Parlamento?
“La prima azione che promuoveremo in Senato sarà la presentazione, da parte del senatore MAIEe Claudio Zin, di una proposta di legge per l’assistenza sanitaria degli italiani all’estero”.
Lei è già salito al Colle per prendere parte alle consultazioni. Quale sensazione ha ricevuto dall’incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano?
“La sensazione che si riceve è molto semplice, tutti sono d’accordo sul fatto che l’Italia ha bisogno di un governo ma il problema è ‘come’ e ‘con chi’”.
Qual è l’atteggiamento del presidente Napolitano?
“Napolitano è determinato nel tentare di creare un governo. Quando mi sono recato dal presidente ho incontrato anche Giorgia Meloni e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia e altri esponenti politici, eravamo tutti concordi sulla necessità di formare un governo ma poi, all’atto pratico, è difficile trovare una soluzione condivisa. Andare a elezioni con questa legge elettorale significherebbe ritrovarsi nella stessa situazione, spenderemmo moltissimi soldi per mandare di nuovo le persone a votare e ritrovarci ancora in questo stallo politico. La verità è che bisogna formare un governo utile a realizzare almeno le riforme più urgenti”.
Quale sarebbe il suo governo ideale, in grado di “realizzare almeno le riforme più urgenti”?
“Il mio governo ideale sarebbe, ovviamente, un esecutivo con la partecipazione del MAIE, capace di promuovere una politica seria e concreta per gli italiani all’estero”.
La rielezione del presidente della Repubblica è tra i temi più urgenti del momento. Ha in mente un nome da proporre o anche lei è tra quelli che vorrebbero che Napolitano rinnovasse il suo mandato?
“Non ho nessun nome da proporre, ma credo che sia giusto individuare una personalità nuova. Nemmeno Napolitano vuole rinnovare il suo mandato, bisogna trovare una persona più giovane per andare avanti in un periodo come questo, simile a un campo minato”.
































Discussione su questo articolo