Italia-Quebec, La Marca (Pd) insiste su accordo per riconoscimento reciproco delle patenti di guida

“Per procedere verso la chiusura della trattativa, si resta in attesa della risposta del Governo del Québec non appena avrà potuto esaminare e vagliare i quesiti avanzati dai tecnici italiani”

“L’attesa e lo sconcerto che traspaiono dalle comunicazioni che continuano ad arrivarmi dai connazionali che risiedono in Québec e che sono interessati all’accordo per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida dei veicoli a motori corrispondono ai sentimenti che io stessa avverto per questa vicenda, che si sta prolungando ben oltre i tempi prevedibili. Per questo, continuo con cadenza ormai settimanale a contattare i diversi responsabili della trattativa, sia sul versante italiano (Maeci, Ministero Trasporti, Ambasciata e Consolato di Montreal) che su quello canadese, per portare la mia costante sollecitazione e avere informazioni sullo stato dell’opera”. Lo dichiara in una nota l’On. Francesca La Marca, Pd.

“Sulla base dell’ultimo contatto che ho avuto, dopo una riunione tra i rappresentanti del Ministero dei Trasporti e del Ministero degli esteri, sarebbe in partenza da parte italiana un’ulteriore richiesta di chiarimenti sull’applicazione dell’accordo quadro con il Canada e sull’applicazione della convenzione di Ginevra sulla circolazione stradale, oltre che su alcuni aspetti tecnici. Per procedere verso la chiusura della trattativa, si resta in attesa della risposta del Governo del Québec non appena avrà potuto esaminare e vagliare i quesiti avanzati dai tecnici italiani.

Si faccia bene, naturalmente, ma si faccia presto. Il tempo di attesa si sta prolungando oltre ogni prevedibile limite e c’è tanta gente in difficoltà, considerata anche la dilatazione dei tempi di prenotazione per sostenere gli esami di guida in sede locale.

Intanto, chiunque sia in grado di sollecitare le autorità italiane e quelle del Québec faccia sentire la sua voce, non per manifestare impazienza ma per dare una risposta ai diritti dei cittadini che attendono solo di essere trattati come tali”, conclude La Marca.