Inceneritori, parla il Dott. Antonio Marfella: “Ecco i rischi per la nostra salute”

“La media italiana di persone che si ammala di cancro è 175, 165 solo in Campania e il dato agghiacciante è che in Europa è 140. Non credo sia solo un fattore di casualità”

Il Presidente dei Medici per l’Ambiente, il Dott. Antonio Marfella, è intervenuto su Radio Cusano Campus per parlare degli eventuali rischi degli inceneritori.

“La definizione di inceneritore è “impianto insalubre di prima classe” cioè tossico – ha spiegato il dott. Marfella -. Il problema maggiore però è il filtro: noi tutti abbiamo sempre pensato che con i filtri si risolvesse il problema (questo discorso vale anche per le automobili) ma purtroppo la Letteratura Medica Internazionale ha scoperto che più sono efficienti i filtri, tanto più piccole sono le particelle che si producono e quindi, proprio perché più piccole, tendono a penetrare più profondamente all’interno dell’organismo umano creando maggiori danni; la cancerogenicità è stata accertata non per le polveri pm10 sulle quali si fanno sempre i controlli, sia per le auto che per gli inceneritori, ma per le polveri più piccole pm25. In sostanza più avremo i filtri efficienti più usciranno polveri più piccole molto dannose per la nostra salute: la differenza la fa la quantità di combustione”.

“La Pianura Padana, per fare un esempio, è il posto più inquinato, perché ha la maggiore concentrazione di contenimento della combustione degli inceneritori, inoltre si bruciano troppi rifiuti e, aggiungo, è pura illusione pensare che incenerire non crea discarica: incenerire crea 300 kg di ceneri tossiche che devono essere smaltite da qualche parte”.

“La media italiana di persone che si ammala di cancro è 175, 165 solo in Campania e il dato agghiacciante è che in Europa è 140: in sostanza sia in Campania sia in Lombardia si ammalano di cancro troppi bambini. Non credo sia solo un fattore di casualità”.

Quale potrebbe essere la soluzione ideale per lo smaltimento dei rifiuti? “Renderci innanzitutto conto di quanti rifiuti ci stiamo occupando, parlare solo di inceneritori è sbagliato: in Lombardia ad esempio non si contano soltanto i 500 kg di rifiuti urbani ma anche i tantissimi scarti delle industrie di manifattura che producono rifiuti sempre più numerosi”.

“La domanda che ci facciamo è questa: poiché si bruciano i rifiuti industriali che non sono sotto certo controllo ma sotto controllo cartaceo (truffa del giro bolla come insegnano i Casalesi), abbiamo la certezza che tutti i rifiuti inceneriti siano legali?”.

E allora qual è la differenza tra i nostri inceneritori e quelli europei? “Non c’è alcuna differenza, non cambia nulla. I problemi che ci giungono dai dati sanitari sono gli stessi ma con un distinguo: la somma dei rifiuti prodotti in Lombardia, quindi dagli inceneritori, dalle macchine, dalle industrie etc in una situazione geografica particolare è certamente molto diversa dalla somma di inquinamento di una città come Copenaghen ad esempio, dove sì, è vero che c’è un inceneritore, ma è anche vero che la gente si muove in bicicletta, che è una città sul mare e quindi sappiamo bene che l’aria è anche diversa rispetto a una città “chiusa” come Milano ad esempio e inoltre hanno una concentrazione di abitanti molto minore, circa la metà di abitanti, quindi fare paragoni non ha senso. Tirando le somme, anche l’inceneritore di Copenaghen produce inquinamento e polveri pericolose per la salute, ma si trova in un complesso talmente naturale e virtuoso che non va ad incidere troppo sulla salute dei suoi abitanti. Ci sono due cose che mancano qui in Italia come presupposti: la tracciabilità certa dei rifiuti e gli impianti per i rifiuti speciali, rifiuti che stanno avvelenando troppe parti della nostra Penisola e soprattutto troppe persone”.