Immigrati, sindaco di Lampedusa: “Gli arrivi sono più delle persone che riusciamo a trasferire”

“Sono preoccupato perché è un flusso costante ormai da 10 giorni, gli effetti della visita del ministro Lamorgese in Tunisia ancora non si sono visti”

Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla situazione nell’hotspot ha detto: “Siamo intorno a 800 persone, stamattina c’è stato un trasferimento di 250, però non riusciamo a far abbassare i numeri. Gli arrivi sono più delle persone che riusciamo a trasferire. Sono preoccupato perché è un flusso costante ormai da 10 giorni, gli effetti della visita del ministro Lamorgese in Tunisia ancora non si sono visti. Siamo preoccupati anche per l’emergenza sanitaria anche se fino ad oggi il sistema ha retto”.

“Un migrante positivo al covid? Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione di persone sbarcate risultate positive. Bisogna partire dal documento stilato dall’Onu, il Global Compact, che potrebbe essere la base di partenza per avere una migrazione sicura e legale. Redistribuzione? Gli accordi non possono essere fatti dai singoli stati, ma dall’Europa, che deve mettersi in testa di parlare una sola lingua e fare accordi come Unione. Blocco navale? Se una barchetta tenta di passare il blocco che facciamo gli spariamo? Bisogna risolvere la questione sul piano diplomatico, facendo accordi con i Paesi di provenienza. Salvini? E’ venuto a Lampedusa, ha fatto quello che doveva fare, ma non ha chiesto nessun incontro con me. Se me l’avesse chiesto l’avrei incontrato, io incontro tutti. Quando c’era Salvini sicuramente c’erano meno sbarchi, ma che i porti erano chiusi non era vero, gli sbarchi c’erano anche in quel periodo”.

Sulla richiesta dello stato di emergenza a Lampedusa. “Lo stato di emergenza esiste. Se devo fare un intervento per l’hotspot di Lampedusa, non posso fare la gara d’appalto e aspettare mesi, c’è bisogno di un intervento immediato. La mia preoccupazione è che se implode un sistema viene a mancare la fiducia dei residenti e dei turisti, si crea panico e da lì può scaturire anche il razzismo. Se c’è confusione, anarchia, nella gestione di questo fenomeno il rischio c’è”.