Immigrati, Salvini: “Chi ci porta in casa la guerra torna da dove è venuto”

Il ministro dell’Interno: “Porte aperte a chi fugge dalla guerra per davvero, ma per tutti gli altri che spacciano e delinquono in Italia non c’è posto”

Matteo Salvini, commentando le critiche e le preoccupazioni espresse da Amnesty International sulla parte riguardante i migranti del decreto Sicurezza, afferma: “L’Italia ha le porte spalancate, i porti aperti, per i pochi che scappano davvero dalla guerra, quelli che la guerra ce la portano in casa, tornano da dove sono arrivati”.

“Questa mattina – prosegue il vicepremier e ministro dell’Interno -, ho partecipato, dopo anni di attesa, allo sgombero e alla messa in sicurezza di un palazzo occupato, a Roma, da centinaia di spacciatori, non di richiedenti asilo o di profughi. Nel mio Paese spacciatori, mafiosi, delinquenti e clandestini non hanno asilo. Quindi, vado avanti”.

Per Salvini il decreto sicurezza “erode i diritti dei delinquenti” e non dei richiedenti asilo, come afferma l’ultimo rapporto di Amnesty International.

A conclusione del suo incontro con gli industriali lombardi, nella sede milanese di Assolombarda, Salvini fa sapere che nell’ultimo budget “abbiamo inserito i fondi sia per la metropolitana di Roma, sia per la metropolitana di Milano/Monza”.

Proprio in merito alle richieste avanzate dagli industriali lombardi, durante un incontro in tarda mattinata nella sede milanese di Assolombarda: “L’ascolto e’ fondamentale, e’ la premessa per le soluzioni: offriro’ all’amico Luigi” Di Maio “e al presidente Conte alcune proposte che, secondo me, gia’ in questa Manovra possono trovare asilo”.

“NON MANDO TUTTO ALL’ARIA”

Incontrando la stampa estera, Salvini ha detto: “Il governo è nato contro il mio interesse egoistico e partitico, ma a me piace mettermi in gioco, la politica è fare e fai se sei al governo, non se sei all’opposizione. Partimmo perché Berlusconi mi disse ‘Matteo, prova’. E se qualcuno di dice così io ci provo e vado avanti, e non è che dopo 6 mesi, solo perché qualcuno di dice che sono bravo mando tutto all’aria”.

LA DUE GIORNI IN ISRAELE

Inizia domani la missione estera del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini in Israele. Secondo quanto previsto dal programma ufficiale, Salvini giungerà a Tel Aviv in mattinata e si trasferirà subito a Gerusalemme dove, alle 13.30 visiterà la Sinagoga e il Museo, nella centrale Hillel St. La giornata proseguirà, quindi, alle ore 15.00, allo Yad Vashem, il Memoriale dell’Olocausto. Qui, accompagnato dalle autorità locali e dai rappresentanti dell’ambasciata italiana, Salvini visiterà il museo e, presso la Tenda della Rimembranza, parteciperà ad una cerimonia in ricordo delle stragi naziste. In questa occasione, il ministro visiterà anche il Memoriale dei Bambini e firmerà il Libro degli Ospiti.

Ma l’intensa giornata nella Città Santa proseguirà alle 17.00 con alcuni incontri istituzionali e, alle 19.00 con una conferenza Stampa programmata presso l’Hotel King David, non lontano dalla Torre di Davide e dalla città vecchia.

Il giorno successivo, prima della sua partenza dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, intorno alle 14, alla volta di Roma Salvini, sempre a Gerusalemme, vedrà alle 9.30, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel suo ufficio in Kaplan 3 Street dove, al termine, verrà fatta una dichiarazione congiunta alla stampa.