IL PUNTO | Parlamento, qualità e quantità

Avrei molte proposte concrete per ridurre i costi (oltre che il numero) dei parlamentari, ma su queste cose il dibattito non comincia neppure. Curioso (e ridicolo) è che il PD faccia ora da sponda alla demagogia grillina quando fino a tre mesi fa NON aveva votato la stessa riforma. Ma tutto ha un prezzo

In un panorama politico dove tutto è immagine e demagogia prima che sostanza, è decisivo per i grillini dimostrare che porteranno avanti la riforma costituzionale con il taglio di un terzo dei componenti di Camera e Senato. Nessuno si pone il problema che il “costo” di un parlamento – ma se quel parlamento funziona – è un valore ed un investimento di democrazia, ma che se un parlamento invece non funziona o non è rappresentativo allora serve a poco ridurne i componenti.

Modestamente – dopo 18 anni di esperienza diretta – avrei molte proposte concrete per ridurre i costi (oltre che il numero) dei parlamentari, ma su queste cose il dibattito non comincia neppure.

Curioso (e ridicolo) è che il PD faccia ora da sponda alla demagogia grillina quando fino a tre mesi fa NON aveva votato la stessa riforma, ma tutto ha un prezzo e lo stare al governo per Renzi e Zingaretti ha un valore ben maggiore della propria credibilità.

Tornando ai “tagli”, tante volte ho sottolineato come ai parlamentari servirebbe soprattutto una preparazione, un filtro, un po’ di esperienza, perchè non si può legiferare se non si conoscono neppure i contenuti di quello che si va a decidere. Voi andreste da un medico senza laurea o da un avvocato non iscritto all’ Albo?

Eppure il vostro parlamentare (che è un “nominato”, non è stato scelto da voi come candidato) può essere del tutto impreparato, tanto va bene lo stesso. Anzi, facciamolo pure ministro/a, così siamo ancora tutti più contenti.

Il taglio dei parlamentari pone però dei problemi che non vengono neppure posti all’opinione pubblica. Se – per esempio – l’eletto fosse una persona coscienziosa, già oggi si ritrova con circa 100.000 elettori da rappresentare (alla Camera) e 200.000 al Senato. Se vogliamo siano ben rappresentati i territori, come potrà mai l’eletto farlo bene con aree ancora più vaste? E come dare un’adeguata rappresentanza politica alle opinioni più diverse con un sistema elettorale efficiente, rappresentativo e contemporaneamente in grado di assicurare una maggioranza stabile al paese? Queste sono le vere questioni di fondo, ma tutto questo ai 5 Stelle sembra non interessare.