Quindi signore, signori, signorine e “queer” della sinistra, le cronache più recenti ci hanno confermato che dovete decidere voi chi debba o meno andare come comico a Sanremo, quali case editrici possano o meno partecipare a un salone letterario, chi possa o meno parlare nelle università o tenere una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.
Ma soprattutto spetta a voi decidere – direttamente o tramite la vostra “buona stampa” – chi possa partecipare ai più diversi eventi culturali e chi invece no, perché voi siete culturalmente raffinati e gli altri dei poveri coglioni (o cogliona, nel caso della premier).
Quindi siete solo voi in grado di stabilire quando si tratti di satira oppure invece di bieco sessismo, se un affresco vada accettato o cancellato (come prevedibile l’angelo con le fattezze di Giorgia Meloni, già oggetto di “scandalo”, è stato prontamente distrutto), anche perché solo voi avete il monopolio di stabilire cosa sia un’opera d’arte – magari “d’avanguardia” – oppure una crosta, ma soprattutto chi abbia ragione nella storia antica e contemporanea e quindi come si debba insegnarla, raccontarla e ricordarla.
Avete anche il diritto di cronaca, ma contemporaneamente anche di cancellarla se non è gradita, oppure adattarla alla “realpolitik” se più a voi conveniente.
Così nasce ovviamente anche il vostro diritto di dimostrare nelle piazze ed eventualmente “confrontarsi” con le sempre repressive forze dell’ordine.
Tutto ciò lo volete fare quando governate avendone il diritto, ma anche quando siete all’opposizione perché comunque ne avete il “diritto morale”, una moralità che decidete voi (con TV, stampa e magistrati a voi vicini) e che quindi – per combinazione – sta quasi sempre dalla vostra parte.
Ma non è che alla fine siate proprio voi ad essere i veri “fascisti” di oggi? Non in senso storico, ma comportamentale (ovviamente attribuendone subito il titolo a chi si permette di scrivere queste righe).































