I patrimoni spaventosi dei partiti italiani – di Marco Chierici

Apprendo in questo giorno di pioggia con rassegnazione e rabbia, miste a vergogna, che i partiti politici italiani hanno incassato in dieci anni per rimborsi elettorali qualcosa come 2,2 miliardi di euro e ne hanno utilizzati per le campagne elettorali solo 580 milioni, poco più di un quarto (fonte radio 24). Ogni elettore vale 5 euro, un’enormità. Ammesso che il denaro speso abbia contabilmente le fatture regolari, il rimanente ricco malloppo è rimasto in cassa ai partiti in proporzione alla loro forza politica ed elettorale. In pratica possono utilizzare come pare a loro il nostro denaro, anche senza motivazioni concrete. La più assurda notizia che ho sentito è che nel 2011 il Pdl donò all’on. Carfagna la cifra di €75.000 solo per il fatto di essere donna, cioè di sesso femminile. Non tutte le donne del suo schieramento hanno ricevuto l’omaggio, ma solo lei, la più bella del reame. E’ sempre da radio 24, in data odierna, che ho sentito questa assurdità, alla trasmissione economica condotta maestralmente da Sebastiano Barisoni. Non è quindi farina del mio sacco nè frutto della mia fantasia. L’on. Mara Carfagna non se la prenda quindi con me se intenderà dimostrare la falsità della notizia trasmessa sull’emittente nazionale di Confindustria.

La montagna di quattrini sulla quale sono seduti i nostri parlamentari fa si che qualche tesoriere ne approfitti e faccia sparire malloppi o diamanti fuori dai confini. La situazione è gravissima per il semplice fatto che ogni decisione spetta all’oligarchia partitica o, come direbbe Pannella, partitocratica e costoro non rinunceranno facilmente alla ricchezza. Neanche il referendum popolare sul finanziamento pubblico fu digerito dal potere in mano alla casta. La democrazia referendaria fu tragicamente violentata e umiliata e i nostri 5 euro procapite continuano a fluire nelle loro casse, sui loro conti, nelle loro tasche che puzzano di disonestà. Le soluzioni sono pertanto solo due, entrambe irrealizzabili senza una drastica presa di posizione. 1) astenersi dal voto e impedire che ogni elettore contribuisca a spedire a Roma i cinque euro 2) l’elezione "democratica" di un dittatore a tempo determinato che spazzi via in 24 ore tutti gli innumerevoli e vergognosi privilegi che hanno affossato il nostro paese in una palude da terzo mondo.

Solo una figura incorruttibile e forte, perchè no una donna, potrebbe salvarci con provvedimenti immediati e mirati e, a mio parere, semplicissimi, molti dei quali sono racchiusi nel libro "Senza Odio" di Elia Sperelli, lulu.com editore. In quel testo è racchiuso uno splendido capitolo, a tratti ironico, per una dittatura a tempo determinato di 4 anni per salvare l’Italia. Riflettiamoci. Non voglio più vergognarmi di essere italiano. Non assisteremmo più ai bisticci tra Renzi e Bersani, alle malefatte dei Fiorito, Belsito e Lusi; alle sciocche candidature dei Tabacci o dei Pisanu (in parlamento dal 1972); alle centinaia di scorte armate a personaggi indegni; alle decine di migliaia di prostitute che lavorano totalmente in nero e potrei andare avanti per ore.