Ne ha parlato il Presidente della Repubblica Napolitano, che segue il soggetto da anni, ne ha poi parlato il Presidente del Consiglio Letta – forse non per volontà sua, ma perchè sollecitato dai giornali -ne parlano, ne parlano, ne parlano in tanti….ma i giovani italiani continuano a emigrare, a fuggire da questa Italia disastrata, hanno diplomi più o meno buoni, hanno capacità, hanno voglia di lavorare, di avvenire, di trovare un loro "paradiso".
Provengono da ogni regione italiana, provengono da ogni ciclo scolastico o universitario, esprimono una miseria che non é miseria come la si intendeva, è miseria morale poiché non hanno sbocco, non hanno alternativa, preferiscono poche centinaia di euro in Germania, Svizzera, Francia, Inghilterra, ma sicure, piuttosto che restare assistiti in Italia.
Allora mi sento colpito, mi interrogo, anche se non sono nulla, sono il signor nessuno, ma ho proposto che una intera giornata di studio del Consiglio Generale Italiani all’Estero sia consacrata ai Giovani Italiani che fan parte di queste Nuove Migrazioni nel mondo e oggi più particolarmente in Europa.
Non è un mio pallino, è cosa seria che mi rammenta di esser stato Presidente di una Commissione e di esser stato parte di quella Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo… tanti anni fa? No, solo quattro 4 anni or sono. Con risultati affossati da quel sottosegretario agli Estero, Alfredo Mantica, che meriterà l’inferno dantesco per aver sdegnosamente rifiutato la mano tesa sino all’ultimo (ne pago ancor oggi le conseguenze per aver sostenuto quel governo sciagurato) dai rappresentanti comunque eletti degli Italiani all’Estero.
Oggi si tratta di italiani d’Italia che tornano all’estero. Non è in sé una sciagura se trovano altrove, nella mondializzazione, una loro chance di poter diventare qualcuno, ma è comunque un dramma vissuto da famiglie, da giovani che vorrebbero solo "diventare grandi e autonomi", che vorrebbero dimostrare le loro capacità lavorative, che vorrebbero essere donne e uomini a parte intera.
Per questo mi spendo ancora e mi spendero’ per essi, anche se nel piccolo del CGIE, affinché si riconsideri assieme, governo, Parlamentari, rappresentanti delle Regioni (possono far molto), rappresentanti degli italiani all’estero che portano esperienza e capacità. Lancio un appello, penso in completo accordo con quanti sentono il problema nella sua complessità, al di là dei partiti e degli schieramenti, affinché insieme si ragioni e si trovino, non espedienti, ma soluzioni.
*membro del Consiglio Generale Italiani all’Estero
































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