La fuga dei giovani dalla Sicilia è un’emergenza strutturale che rischia di impoverire definitivamente il tessuto sociale ed economico dell’Isola. A denunciarlo è la CGIL Sicilia, che accusa il governo regionale guidato da Renato Schifani di non rendersi conto della gravità della situazione.
“Per aprire prospettive nuove sulla Sicilia bisogna puntare sui giovani”, afferma il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino.
“Oggi la mancanza di risposte ai loro bisogni, un welfare inadeguato, politiche per il diritto allo studio inesistenti e un tessuto produttivo nel quale è difficile inserirsi obbligano molti a emigrare. È una vera e propria emergenza”.
Giovani costretti a partire: numeri e segnali preoccupanti
Secondo il sindacato, il fenomeno non riguarda soltanto chi è in cerca di prima occupazione, ma coinvolge sempre più spesso studenti universitari e neolaureati. Si tratta, sottolinea Mannino, delle “energie migliori” che lasciano la Sicilia in cerca di opportunità altrove.
Una perdita doppia: demografica ed economica. Perché alla diminuzione della popolazione giovane si accompagna l’indebolimento del capitale umano, con effetti diretti sulla competitività e sulle prospettive di sviluppo dell’Isola.
Il Manifesto dei giovani siciliani e il Forum con la CGIL
Per contrastare questa tendenza, la CGIL Sicilia ha avviato da tempo un percorso condiviso con associazioni giovanili impegnate sui temi del diritto allo studio, del lavoro e delle condizioni di vita.
Nei mesi scorsi è nato un Forum che ha portato alla redazione del “Manifesto delle giovani e dei giovani siciliani”, una piattaforma programmatica rivolta alle istituzioni regionali e nazionali. L’obiettivo è chiaro: creare le condizioni per restare, costruire il proprio futuro in Sicilia senza essere costretti all’emigrazione.
“La situazione attuale, dai dati sull’emigrazione a quelli sul lavoro, è drammatica”, sottolinea Gabriella Messina, segretaria confederale della CGIL Sicilia. “Le istituzioni regionali non si confrontano con i giovani se non a scelte già fatte. Serve un’inversione di tendenza”.
“Diritto a restare. Diritto a lottare”: due giorni di confronto a Palermo
Proprio su questi temi la CGIL Sicilia ha organizzato per il 25 e 26 febbraio a Palermo l’iniziativa dal titolo “Diritto a restare. Diritto a lottare”, ospitata allo spazio Cre.Zi.Plus dei Cantieri culturali della Zisa.
Due giornate di dibattito e confronto su formazione, lavoro, politiche giovanili e diritti, con la partecipazione di associazioni studentesche, rappresentanti ambientalisti e datoriali, amministratori locali, lavoratori, pensionati e magistrati.
Il 25 febbraio l’appuntamento è alle 17.30, con gli interventi di Mannino e Messina. Il 26 febbraio i lavori riprenderanno alle 9.30 con tre panel tematici e si concluderanno alle 13 con l’intervento della segretaria confederale nazionale della CGIL, Lara Ghiglione.
Una sfida politica e generazionale
Per la CGIL Sicilia la questione giovanile non è soltanto sociale, ma profondamente politica. La fuga dei giovani rappresenta il sintomo di un modello di sviluppo che non funziona e di politiche pubbliche incapaci di creare opportunità stabili e dignitose.
“Costruire spazi e luoghi dove i giovani possano confrontarsi in dialogo con le altre generazioni è fondamentale”, ribadisce Messina. Senza un cambio di rotta, avverte il sindacato, la Sicilia rischia di compromettere il proprio futuro.
La sfida lanciata dai giovani e sostenuta dalla CGIL è chiara: trasformare il diritto a restare in una possibilità concreta. Perché emigrare non sia più una necessità, ma una scelta libera.































